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ORFEO: il viaggio tra sogno, mito e artigianato cinematografico — L’intervista a Virgilio Villoresi, Giulia Maenza e Luca Vergoni

Dalla pellicola 16mm alle illusioni ottiche, dalla danza alle creature in stop-motion: il regista Virgilio Villoresi e i protagonisti Giulia Maenza e Luca Vergoni ci accompagnano dentro la creazione di Orfeo.

ROMA – Un viaggio tra mito e modernità, memoria e desiderio, realtà e allucinazione. Orfeo, esordio nel lungo di Virgilio Villoresi e adattamento cinematografico di Poema a fumetti di Dino Buzzati, è uno dei film italiani più audaci dell’anno: un’opera che mescola live action, animazione artigianale, scenografie costruite a mano e un immaginario che sembra uscito da una linea segreta tra avanguardia e fiaba nera.

In occasione dell’uscita in sala, il 27 novembre distribuito da Double Line, abbiamo il regista Virgilio Villoresi e i protagonisti — Giulia Maenza, che interpreta la misteriosa Eura, e Luca Vergoni, nei panni di un Orfeo moderno e inquieto — per esplorare da vicino le scelte stilistiche, visive ed emotive che hanno dato forma al film.

Nel video, Villoresi racconta il dialogo costante con l’opera di Buzzati e il desiderio di restituire un cinema “tangibile”, fatto di pellicola 16mm, illusioni ottiche e creature animate direttamente sul set. La lavorazione artigianale non è solo un vezzo estetico, ma la chiave per costruire un mondo che non imita il reale: lo reinventa, lo deforma, lo sogna.

Accanto a lui, Giulia Maenza svela il lavoro fisico e sensoriale dietro un personaggio che vive tra presenza e assenza, corpo e fantasma, ricordo e desiderio. La danza — reale, evocata, riflessa — diventa un linguaggio emotivo che attraversa Eura e la restituisce al tempo stesso fragile e magnetica.

Luca Vergoni, invece, ci porta dentro la mente di Orfeo: un uomo che attraversa un inferno visionario fatto di metamorfosi, parate di scheletri e figure enigmatiche. Un personaggio che richiede di “vedere” più che di parlare, di reagire più che di spiegare, immerso in un set dove realtà e animazione convivono senza mai separarsi davvero.

Tra dietro le quinte, intuizioni estetiche e scelte intime, l’intervista offre uno sguardo su un film che è già stato designato Film della Critica dallo SNCCI e che conferma Villoresi come una delle voci più originali del cinema italiano contemporaneo.

  • VIDEO | Guarda qui l’intervista completa:

 

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