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Zootropolis 2 | Intervista a Jared Bush & Byron Howard: «Il mondo è cresciuto. Anche noi»

Dalla cultura pop ai serpenti digitali: il ritorno della coppia creativa di registi che ha cambiato l’animazione Disney.

ROMA – Zootropolis non è solo una città di animali: è una lente che ingrandisce noi. Dieci anni dopo il primo film, la metropoli più caotica e variegata della Disney torna con Zootropolis 2, diretto ancora una volta da Jared Bush e Byron Howard, due registi che hanno fatto della diversità, dell’ironia e dell’emozione un marchio di fabbrica.
In questo nuovo capitolo, Judy Hopps e Nick Wilde devono affrontare un enigma che parte da un serpente – Gary DèSnake – e finisce per sconvolgere l’equilibrio di un mondo già imprevedibile. Li abbiamo incontrati. E ci hanno raccontato cosa significa espandere un universo che, in fondo, assomiglia sempre più al nostro.

Judy Hopps e Nick Wilde insieme a Gary De’Snake.
Judy Hopps e Nick Wilde insieme a Gary De’Snake.

Zootropolis è la città più divertente in cui lavorare

«Abbiamo iniziato a parlare di Zootopia quattordici anni fa» ricorda Howard. «Sapevamo che quel mondo era troppo grande per un solo film». Bush aggiunge: «E poi ci sono Nick e Judy. La loro partnership è una delle cose che amiamo di più. Potremmo raccontare le loro storie per il resto della nostra carriera». Per i registi, tornare significava anche ritrovare la libertà creativa del primo capitolo: «È il sandbox più divertente del mondo» dice Bush. «Una città costruita da animali per gli animali, che ci permette di parlare della natura umana attraverso di loro».

Siamo nerd: ogni riferimento nasce dall’amore per il cinema

Il film è ricco di citazioni, dalle più esplicite alle più nascoste.
«Siamo enormi nerd del cinema» sorride Bush. «Troverai rimandi a Ratatouille, Shining, E.T.… tutto ciò che ci ha formati». Ma i riferimenti non arrivano solo dai due registi: «In un film Disney lavorano 700 persone. Chiunque può aggiungere un’idea. A volte riguardiamo il film e scopriamo dettagli che non sapevamo fossero lì». La ragione è semplice: «Zootropolis è una città contemporanea. Ha social media, cartelloni, gadget, brutti programmi TV: è un parco giochi infinito».

Lavorare insieme? A volte terribile, ma sempre giusto

Uno dei temi del film è la comunicazione nella coppia. E loro ci scherzano su.
«Com’è lavorare con Byron?» ride Bush. «Terribile. Cinque anni ad ascoltarlo». Howard rilancia: «L’ho logorato. Ma ci completiamo. Abbiamo superpoteri diversi». E raccontano come questa dinamica sia entrata nel film: «Nick è più cinico, Judy più ottimista» dice Bush. «Le loro differenze li rendono più forti. È lo stesso per noi».

Gary DèSnake, il serpente che ha cambiato le regole

Gary è il cuore del mistero e della svolta tecnica del film.
«Non avevamo mai animato un serpente in CG a Disney Animation. Era una sfida completamente nuova». La scelta della voce è arrivata presto: «Ho visto un’intervista di Ke Huy Quan e ho pensato: è lui» racconta Bush. «Uno dei nostri animatori ha provato ad animare Gary usando quella voce. Quando l’abbiamo visto, abbiamo capito che non esisteva nessun altro per il ruolo».

«La tecnologia è cresciuta, ma deve sempre servire la storia»

Howard si sofferma sulla differenza con i primi anni di carriera: «In Bolt, nel 2008, potevamo avere pochissimi personaggi sullo sfondo. Qui c’è una scena con 50.000 animali in un’unica inquadratura». Ma non si tratta di spettacolo fine a sé stesso: «La tecnologia è meravigliosa, ma deve servire la storia. Anche l’animazione di Gary nasce dal bisogno narrativo: è centrale nel mistero».

«La magia Disney è nei personaggi che ami»

Dove si trova oggi lo spirito dei classici?
«Nelle emozioni» risponde Howard. «Nella capacità di credere ai personaggi, di sentirli veri. Non importa se è una fiaba o una metropoli piena di animali che usano i social». E anticipa un dettaglio del cast vocale: «Nel film compaiono molte voci Disney iconiche: Tiana, Moana, Mirabel… È una piccola celebrazione della storia dello studio».

«Non vedevamo l’ora di tornare in questo mondo»

Perché sono passati quasi dieci anni dal primo film? Bush sorride: «In realtà non abbiamo mai smesso di pensarci. Io avevo già disegnato un piccolo serpente accanto al numero due anni fa». E dopo il lavoro da remoto per Encanto, questo film ha significato anche un ritorno alla sala piena: «Zootropolis 2 è stato un ricongiungimento» racconta Howard. «La collaborazione vera, le idee che si sovrappongono: tutto quello che rende un film Disney ciò che è».

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