VENEZIA – La Mostra del Cinema non è solo vetrina di film e star, ma anche spazio di riflessione sull’industria e le sue trasformazioni. In questo contesto Mastercard, main sponsor della Biennale, ha presentato i risultati di Women in Film, uno studio che analizza esperienze e aspirazioni delle registe in Italia e in Europa.
La fotografia che emerge è chiara: nonostante i progressi degli ultimi anni, restano barriere strutturali che rischiano di allontanare nuovi talenti dal settore. Dalla difficoltà di accesso a reti professionali e finanziamenti alla mancanza di mentoring, i nodi irrisolti continuano a limitare il pieno potenziale creativo delle donne dietro la macchina da presa.
Ma lo studio non si ferma alla diagnosi: offre uno sguardo sul futuro. La prossima generazione di filmmaker – favorita da nuove tecnologie, percorsi formativi diffusi e una crescente consapevolezza sociale – ha il potenziale per ridefinire la narrazione cinematografica, ampliando rappresentazioni e prospettive.
Per l’industria, questi insight diventano un’opportunità strategica: investire in inclusione significa non solo giustizia sociale, ma anche crescita competitiva, perché arricchire i racconti significa arricchire il mercato.
«Le storie plasmano il modo in cui vediamo il mondo – ha spiegato Beatrice Cornacchia, Executive Vice President di Mastercard – ed è fondamentale che più donne abbiano accesso a opportunità e visibilità. Solo così il cinema potrà riflettere davvero la ricchezza della società in cui viviamo».
Con Women in Film, Mastercard rafforza il suo impegno a Venezia e conferma il ruolo di partner strategico per un’industria che vuole innovare, crescere e parlare a un pubblico globale sempre più esigente.
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