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Venezia 75: i Magnifici 7 scelti da Hot Corn

Da First Man, passando per Suspiria, fino alla sorpresa Dragged Across Concrete: i film più attesi al Lido

Il red carpet di Venezia. Photo Credits: Rossana Viola

Film di genere e film d’autore. Questo è il segno caratteristico della line-up di Venezia 75, che porterà a Lido grandi nomi, nuove scoperte, importanti esordi. Dal Concorso alla sezione Orizzonti passando per Venezia Classici e il concorso parallelo della Settimana Internazionale della Critica. Un programma forte, agguerrito, sincero, quasi spettacolare in certi spunti che, oltre ai precedentemente annunciati First Man di Damien Chazelle e A Star is Born con la coppia Bradley Cooper e Lady Gaga – «Inizia il suo percorso verso l’Oscar», ha detto Barbera, presentando il film –, vede, tra gli altri, Suspiria di Guadagnino, Roma di Cuaron, il western canterino The Ballad of Buster Scruggs dei Fratelli Coen, Mario Martone con Capri-Revolution, The Nightingale di Jennifer Kent e, addirittura, il film perduto di Orson Welles, The Other Side of the Wind. E, noi di Hot Corn abbiamo scandagliato il denso programma di Venezia 75, alla ricerca di quei titoli – sorpendenti e non scontati – destinati, ci scommettiamo, a far parlare di sé.

#1 DACHRA di Abdelhamid Bouchnak

Il cinema tunisino è uno di quelli più vivi e fiorenti che ci siano. Non si ha paura di sperimentare e osare, allargando gli orizzonti di una filmografia capace di toccare i più sparpagliati generi. Così, Abdelhamid Bouchnak, classe ’84, esordisce dietro la macchina da presa con Dachra, un crime, thriller, noir con punte horror. La storia ha per protagonista Yassmine che, insieme ad un gruppo di amici, cerca di risolvere il mistero di un efferato crimine accaduto venticinque anni prima. Le loro indagini, finiranno in uno sperduto villaggio, Dachra, che gli riserverà una terribile sorpresa.

Un’immagine di Dachra.

#2 CHARLIE SAYS di Mary Harron

Sorprendente e non scontata la scelta di inserire, nel Concorso di Orizzonti, Charile Says di Mary Harron. Il motivo? Perché, nell’attesa di vedere Once Upon a Time in Hollywood di Tarantino, anche la pellicola della Harron tratta la diabolica figura di Charles Manson. Nel dettaglio, la trama, è concentrata su tre donne condannate alle pena capitale, in quello spinoso caso relativo agli omicidi avvenuti per mano di Manson e dalla sua Family.  Nel ruolo del folle, ci sarà Matt Smith, con un cast che comprende anche Hannah Murray, Suki Waterhouse e Merritt Wever. Charlie Says è basato sui libri The Family di Ed Sanders e The Long Prison Journey of Leslie Van Houten di Karlene Faith.

La vera Leslie Van Houten, nel film è interpretat da Hannah Murray. (AP Photo/George Brich)

#3 CARMINE STREETS GUITARS di Ron Mann

Forse, uno dei più poetici prodotti che arriveranno al Lido di Venezia. Il documentario, girato dal canadese Ron Mann, ha per protagonista il piccolo ma potentissimo negozio di chitarre di Rick Kelly, nel cuore del Greenwich Village a NYC. La bottega, la Carmine Street Guitars, è meta di pellegrinaggio dei più grandi chitarristi americani (qualche nome? Bob Dylan, Patti Smith, Bo Diddley, Lou Reed), che scelgono appositamente i loro strumenti, costruiti attraverso gli scarti degli edifici storici della Grande Mela.

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Un dettaglio delle chitarre home-made del Carmine Street Guitars. Photo Credits: Shutterstock.

#4 DRAGGED ACROSS CONCRETE di S. Cragi Zahler

Lo scorso anno, con la proiezione di mezzanotte, il regista S. Cragi Zahler aveva stupito tutti con il violento Cell Block 99. Questa volta torna al Lido con un’opera che non vediamo l’ora di vedere. Partiamo dalla trama: due poliziotti vengono sospesi dal servizio per la loro condotta scorretta, venuta a galla per mezzo di un video diffuso dai media. Così, a corto di idee e soldi, i due si calano nel sottobosco criminale, a caccia di giustizia. Il film, si preannuncia letteralmente esplosivo e ha per protagonista una coppia che scoppia: i ruvidissimi Mel Gibson e Vince Vaughn.

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Mel Gibson e Vince Vaugh sul set di Dragged Across Concrete.

#5 THE SISTERS BROTHERS di Jacques Audiard

Girato tra la Spagna e la Romania che sembrano il Nevada o il New Mexico. Un coppia da urlo, una massiccia dose d’ironia e, a conti fatti, una riflessione dall’Europa sulla metodologia western a stelle e strisce. Il francese Jacques Audard, dopo la Palma d’Oro con Dheepan di tre anni fa, si cimenta nel wester movie, presentandolo in Concorso al Lido. La suddetta e strana coppia? Joaquin Phoenix e John C. Reilly, incaricati di uccidere un cercatore d’oro, che ha il volto di un altro grande, Jake Gyllenhaal.

Jaquin Phoenix e John C. Reilly in The Sisters Brothers.

#6 WHAT YOU GONNA DO WHEN THE WORLD’S ON FIRE? di Roberto Minervini

Per l’Italia? Abbiamo scelto Roberto Minervini, coraggioso filmmaker ”esportato” negli States per raccontarne le ombre più buie e oscure. Dopo il bellissimo Louisiana, che andò a Cannes nel 2015, questa volta ci riprova in Concorso a Venezia con un altro docu-film. Si tratta di What you Gonna do When the World’s on Fire?, un film sul razzismo, presente nella società americana da sempre ma, oggi, riemerso prepotentemente. La pellicola è suddivisa in tre episodi, tre ritratti: due giovani fratelli e una barista afromericani e il ritorno del movimento dei Black Panther. «La mia speranza è che il film susciti un dibattito necessario sulle attuali condizioni dei neri americani che, oggi più che mai, assistono all’intensificarsi dei crimini motivati dall’odio e delle politiche discriminatorie», ha detto Minervini.

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La prima immagine di di What you Gonna do When the World’s on Fire?

#7 AT ETERNITY’S GATE di Julian Schnabel

A vent’anni da Basquiat, Julian Schnabel torna a confrontarsi con uno dei grandi protagonisti del mondo dell’arte: Vincent van Gogh. Chi interpreterà  il genio olandese?  Willem Dafoe. At Eternity’s Gate, sceneggiato da Claude Carrière (ha collaborato con Godard, Buñuel, Forman), ripercorre gli ultimi anni di vita del pittore, concentrandosi inoltre sul rapporto che aveva con Gauguin, il conflitto con se stesso e il successo, fino a quel taglio dell’orecchio e il drammatico suicidio finale.

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