ROMA – Schivo, fino a sembrare introverso: Freddie Highmore accavalla nervosamente le gambe e si tortura le mani, ma guarda l’interlocutore negli occhi. Non è stato facile imparare a distogliere continuamente lo sguardo, come fa Shaun Murphy, il medico affetto da autismo che interpreta in The Good Doctor, serie arrivata alla quarta stagione, che lo vede anche nel ruolo di sceneggiatore, regista e produttore e che gli ha richiesto un certo sforzo per dare credibilità al ragazzo prodigio creato da David Shore, già su Dr. House. Celebre per aver interpretato Norman Bates in Bates Motel, Highmore in realtà già era ne La fabbrica di cioccolato e con Johnny Deep anche in Finding Neverland. Ecco cosa ci ha raccontato quando lo abbiamo intervistato a Lille.

GLI INIZI – «No, onestamente non sono mai stato uno di quei bambini cresciuti di fronte alla telecamera. Ricordo solo che a sette anni ero attratto da questo mondo, mi divertiva, ma ero lontano da Hollywood. Ho continuato a fare la mia vita di sempre sia dopo Due fratelli di Jean-Jacques Annaud che dopo Finding Neverland. All’epoca non ero cosciente di ciò che mi circondava, ma quelle esperienze, anni dopo, mi hanno portato a voler tornare sul set e farlo diventare lavoro. Da Johnny Depp ai membri della troupe, tutti mi hanno sempre aiutato, spiegandomi cosa accadeva nelle scene più emotive, senza spaventarmi».

THE GOOD DOCTOR – «Il mio Shaun? Credo ricordi agli spettatori che gli uomini possono ancora essere buoni e sinceramente, dopo una giornata trascorsa a leggere brutte notizie e guardare telegiornali, è ciò di cui la gente ha bisogno. So che al pubblico piace definire un personaggio come eroe o antieroe, ma nel caso di The Good Doctor Shaun è solo un ragazzo che si sta facendo strada in un mondo in cui deve rispettare le regole. È una strada a doppio senso, anche gli altri devono imparare da lui. Abbiamo visto come nelle stagioni Shaun abbia fatto grandi passi avanti e finalmente comincia a diventare responsabile di chi lo circonda, come con il suo mentore, il dottor Glassman».

IO E DAVID – «David Shore, il creatore della serie, è incredibile: non ho il dono della sintesi e ogni volta che vado da lui con idee e lunghe elucubrazioni mentali lui non batte ciglio e mi sintetizza in una frase il cuore del discorso. È merito suo se sono in The Good Doctor (qui la pagina Instagram, davvero curatissima, nda). Avrebbe potuto solo firmare la serie e passare il resto del tempo in spiaggia su un’isola deserta, invece no, cura ogni dettaglio del telefilm, come ha fatto con Dr. House. Per inciso devo ringraziare anche Hugh Laurie: se non avesse fatto un ottimo lavoro, David Shore non avrebbe affidato un’altra serie ad un attore inglese!».

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