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Qual è il miglior James Bond della storia? Sean Connery o Daniel Craig?

Salite sul nostro ring per una sfida insidiosa e affascinante: quale 007 preferite?

Sean o Daniel? Craig o Connery? Chi è il miglior Bond di sempre?

JAMES BOND – SEAN CONNERY Prima di Daniel Craig e della nuova era, sotto il lemma ”svolta”, il vocabolario, dovrebbe mettere la foto di Sean Connery. Nessun dubbio. Tra i più grandi, uno a cui non servono presentazioni. Basti dire che per sette film (senza contare Mai dire Mai, fuori categoria ufficiale), ha vestito i panni di uno dei quattro o cinque personaggi più iconici della storia del cinema. Il suo “Bond, James Bond”, pronunciato ad un Eunice Gayson in rosso, durante Dr. No (1962), avvolto da una nube di fumo, mentre contratto e sornione si accendeva una sigaretta, trasuda tutto il fascino intramontabile del personaggio, in una battuta destinata ad entrare nella memoria collettiva.

James Bond
Sigaretta e fascino da vendere: Sean Connery alias 007.

Svolta, si diceva, perché Connery dopo una lista di innumerevoli lavori (il bagnino, il modello, il bodyguard), fu scelto per dare carne e ossa a James Bond, personaggio di Ian Fleming, simbiosi perfetta. Affascinante, furbo, glaciale, ineffabile, insuperabile. Da Dalla Russia con Amore (1963) fino a Goldfinger (1964) e Thunderball (1965), con le sue focose Bond Girl, i suoi Vesper Martini – “Shaken, not stirred” – e le sue Aston Martin. Connery (scozzese) e Bond (inglese), Bond e Connery, entrambi, probabilmente, sono stati la fortuna dell’altro. E noi non possiamo che ringraziare il destino – con il volto dei produttori Albert Broccoli e Harry Saltzman – che li ha fatti incontrare.

JAMES BOND – DANIEL CRAIG Tra Connery e Craig ci sarebbero altri quattro Agenti di Sua Maestà (soprattutto tu, caro Roger Moore) comparsi sul grande schermo. Ma, si sa, gli ultimi ad arrivare, se di un certo calibro, fanno scordare chi c’era prima. E quindi ecco la svolta, totale, che arriva nel 2006: il marchio di 007 arriva nelle mani della Sony, che sceglie un physique du rôle completamente opposto da quello che era sempre stato nei panni di James Bond. Eppure. Eppure Daniel Craig, grazie ad un nuovo approccio al personaggio, riuscì nell’impresa di rendere 007 un personaggio del tutto nuovo, lontano dal passato, sì, ma vicinissmo a noi.

Skyfall
Daniel Craig e Javier Bardem in Skyfall.

Il motivo? In tutti i suoi quattro film (Casino Royale, Quantum of Solance, Skyfall e Spectre, più uno in pre-produzione, diretto da Danny Boyle), Craig aka James Bond se ne infischia dei bei tempi andati, dettando a suo modo le regole del gioco. Niente artifici, camicia sbottonata, birra in bottiglia e poco importa se il Martini arriva mescolato. È un Bond vulnerabile e umano, che cade e sanguina, soffre e, impensabile, si innamora della spietata Eva Green/Vesper Lynd in Casino Royale. Che gli spezzerà, irrimediabilmente, il cuore.

IL VERDETTO Sean Connery sarà sempre il James Bond più amato, nessun dubbio. Questo non vuol dire che sia (oggi) il migliore. La scelta di un vincitore è spinosa quando si parla di una leggenda, tuttavia in uno slancio di prospettiva scegliamo Craig come il Bond adatto all’epoca che viviamo. Craig ha il merito di essere riuscito a svecchiare il filone, disegnando un Bond più cuore e meno testa, indossando i completi sartoriali dell’agente in modo volutamente (im)perfetto e originale, sintetizzando il significato di postmodernismo. 

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