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Sognando Beckham | Il calcio al femminile e la vittoria del multiculturalismo

Tra il Manchester United e l’America: quando Keira Knightley sfidava tradizione e convenzioni

MILANO – La vittoria del multiculturalismo: Sognando Beckham di Gurinder Chadha è un incrocio irresistibile di calcio, pregiudizi, risate e romanticismo. Il suo principale pregio? Quello di riuscire a spaziare su una grande varietà di temi e il risultato è un’opera originale, fresca e divertente, che di fatto anticipa i tempi e racconta la storia di Jess (Parminder Nagra), una ragazza indiana che ha come idolo assoluto David Beckham – che all’epoca dell’uscita del film, il 2002, militava nel Manchester United – e che è combattuta tra l’obbligo di rispettare le rigide tradizioni della cultura del suo Paese e l’esigenza di voler esprimere il suo talento. Con l’aiuto della sua amica Jess (Keira Knightley) e dell’allenatore Joe (Jonathan Rhys-Meyers, prima di Match Point), riuscirà a convincere le resistenze del padre e andare a giocare negli Stati Uniti.

Jonathan Rhys-Meyers e Keira Knightley in una scena di Sognando Beckham.

Sognando Beckham è una commedia briosa, che ha il merito di concentrarsi sul fenomeno del calcio femminile – poco frequentato al cinema e oggi in prima fila finalmente nello sport italiano – ponendo una lente di ingrandimento su una realtà che è sinonimo di emancipazione e uguaglianza. Assunto il punto di vista femminile, il calcio diventa così una metafora potentissima sulla parità di sesso, razze e religioni: chiunque ha il diritto di divertirsi su un campo di calcio, a prescindere dalla provenienza, dal suo genere e dalla sua fede. Non è un caso che il film di Chandha sia quello a tema calcistico ad aver ottenuto il maggior successo di pubblico di tutti i tempi, arrivando a incassare nel mondo quasi ottanta milioni di dollari.

Parminder Nagra con la Knightley.

L’intelligente mescolanza di commedia esplosiva dai sapori esotici di Bollywood unita a un linguaggio semplice è alla base di un passaparola che è riuscito a raggiungere una dimensione globale (pensate: primo film occidentale della storia a essere mostrato in Corea del Nord). Una curiosità: Beckham, popolare non solo per le sue prodezze calcistiche ma anche per essere un volto glamour e un’icona pop, non era all’epoca conosciuto negli Stati Uniti e così la divisione marketing della 20th Century Fox spinse per cambiare il titolo del film per la distribuzione statunitense in Move It Like Mia (al posto dell’originale Bend It Like Beckham), alludendo alla stella del calcio americano Mia Hamm. La regista però si oppose e il film uscì comunque con il riferimento all’ex centrocampista dello United. Meno male.

Volete vedere il film con Keira Knightley? Lo trovate su CHILI: Sognando Beckham

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