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Il Senso Di María Per il Cinema

La Valverde e quel viaggio cominciato grazie a Luca Guadagnino e Melissa P.

Qualcuno se la ricorda ancora, timida e impacciata, alle prime armi sul set di quello che era stato un caso letterario. Era il 2005, il film si chiamava Melissa P. ed era la trasposizione del controverso bestseller 100 colpi di spazzola prima di andare a dormire di Melissa Panarello. A dirigerla c’era un regista al suo secondo film, ancora lontano dai fasti che sarebbero arrivati e che (forse) ancora arriveranno: Luca Guadagnino. María Valverde Rodríguez non aveva ancora vent’anni, veniva da Carabanchel, a Sud di Madrid, e aveva un solo film all’attivo: La flaqueza del bolchevique.

«Per non perdere quell’occasione dovetti abbandonare la scuola, non avevo nemmeno diciassette anni e lasciai tutto per andare a Roma», ha ricordato l’attrice, «Devo ringraziare Luca Guadagnino che mi scelse, ma anche quel ruolo così complesso da cui poi partii per altre scelte». Sono passati tredici anni e María Valverde ha fatto molta strada, ha girato a Hollywood e in Francia, è ritornata in Spagna per lavorare con registi come Carlos Saura e Fernando Trueba ed ha accettato l’invito di un autore delicato come Cédric Klapisch che l’ha portata a fare la vendemmia nel suo ultimo film, Ritorno in Borgogna.

Adesso sta girando Across the River and Into the Trees a fianco di Pierce Brosnan e Isabella Rossellini, ma nel frattempo ha cominciato un sodalizio artistico con Mélanie Laurent – sì, l’attrice francese di Bastardi senza gloria di Tarantino, qui sopra nella foto sul set con lei – che l’ha diretta in due film: in Plonger, tratto da Immersione, complesso libro di Christophe Ono-dit-Biot, e in Galveston, opera americana tratta da Nic Pizzolatto, quello di True Detective. Insomma, l’ascesa di María è appena cominciata, anche se ha già trovato l’amore della vita: il celebre compositore venezuelano Gustavo Dudamel, diventato suo marito l’anno scorso. Segnatevi il suo nome, ne sentirete parlare molto presto.

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