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Ivan Cotroneo: «Quattordici giorni, la mia storia d’amore tra Polański e il privilegio del dialogo»

Il romanzo, la regia invisibile, il dialogo e le influenze: il regista si racconta a Hot Corn

Ivan Cotroneo
Ivan Cotroneo

ROMA – «Il film è stato preceduto da lunghe prove e poi ho girato il film in quattordici giorni, dedicando ogni giorno a un capitolo della storia, filmando in sequenza . […] Un modello inarrivabile per la messa in scena era Carnage di Polański perché come regista si rende invisibile per permettere alla storia di venire fuori. Ma anche Buñuel, Woody Allen, l’ironia di Noah Baumbach e Greta Gerwig, certe cattiverie delle relazioni di coppia di alcuni romanzi di Simenon». Ivan Cotroneo racconta a Hot Corn il suo Quattordici giorni, film presentato Fuori Concorso al TFF39 e primo titolo Paramount+ Original in Italia, adattamento dell’omonimo romanzo scritto a quattro mani – come la sceneggiatura – con Monica Rametta. La storia di una coppia in crisi, Marta (Carlotta Natoli) e Lorenzo (Thomas Trabocchi), costretta a due settimane di clausura forzata a causa di un contatto con una persona positiva al Covid. L’occasione, in un tempo sospeso, di parlarsi, litigate, fare pace, odiarsi. Quattordici capitoli, quattordici momenti di vita di coppia, e un solo amore a pezzi.

La video intervista a Ivan Cotroneo è a cura di Manuela Santacatterina:

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