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Perché è il momento di rivalutare Tom Cruise

Da Top Gun a Jerry Maguire, tra Kubrick e Spielberg: un’icona pop? No, un grande attore.

Sottovalutare Tom Cruise e definirlo unicamente come un prodotto dell’industria dell’entertainment non significa soltanto ignorare una fetta importante del cinema americano degli ultimi trent’anni, ma respingere anche l’idea che il cinema sia qualcos’altro che va oltre alla bella interpretazione, alla bella fotografia e a una regia professionale. Nessuno più di Tom Cruise, infatti, incarna il cinema come sogno infantile, poster, magnifica illusione. Nell’immaginario di tutti, Tom è rimasto l’adolescente agitato di Risky Business, lo spavaldo ventenne di Top Gun e Il colore dei soldi, il giovane adulto rampante di Codice d’onore e Il socio. Per tutti noi, Cruise è sempre l’impavida spia Ethan Hunt e il brillante e passionale procuratore sportivo Jerry Maguire.

Tom Cruise in Jerry Maguire. In Italia uscì il 7 marzo 1997.

Tra la metà degli anni Ottanta e la fine degli anni Novanta non esiste qualcun altro che abbia cavalcato la «schiuma dei giorni» meglio di lui. La faccia giusta, il sorriso giusto: l’eterna giovinezza sembrava avere finalmente un volto e un nome, e trasmetteva l’idea che la vita fosse facile e il futuro non così duro. Ma il tempo passa, e Cruise ha dovuto pian piano abbandonare il ruolo dell’icona di certa cultura pop ed è diventato grande, un attore: negli anni Novanta tutti i migliori vogliono lavorare con lui. L’elenco è impressionante: Stanley Kubrick, Steven Spielberg, Paul Thomas Anderson, Michael Mann, e non ne citiamo più di quattro. Con Eyes Wide Shut è sorto il dubbio, con Magnolia e Collateral è arrivata la conferma: Cruise non è bravo, ma bravissimo, nonostante il gigionismo e quel marchio di fabbrica forever young non si possano più abbandonare.

Tom Cruise in Vanilla Sky di Cameron Crowe.

Una scena di Vanilla Sky – era il 2001 – racconta meglio tutto: Tom guida la sua Ferrari in una New York deserta e la parcheggia a Times Square, dove non c’è anima viva. Esce dalla macchina, si mette a correre, solo, verso il niente. Ed è a quel punto, forse, che il divo si risveglia dal sogno. Di lì in poi chi amava il ragazzino fatica a vederlo invecchiare, chi non lo ha mai sopportato invece non potrà mai cedere il passo a una rivalutazione dell’uomo, figuriamoci critica. Ed è vero, la filmografia più recente non gioca nemmeno più a suo favore, nonostante un paio di Jack ReacherMission: Impossibile rimangano prodotti d’intrattenimento più che dignitosi. Ma basta guardarsi indietro: leggete i nomi dei registi e dei film, rivedeteli. Troverete la storia della cultura pop di almeno tre decadi. E se il cinema è un inganno che può aiutare a vivere meglio, Tom Cruise per molto tempo è stato il suo profeta.

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