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Carolina Crescentini e Andrea Arcangeli premiati a Taormina con l’Hot Corn Green Award

Cinema e ambiente, sostenibilità e futuro, biopic e sfide: faccia a faccia con i due attori

Carolina Crescentini e Andrea Arcangeli a Taormina con Andrea Morandi. Foto Michele Cutuli

TAORMINA – La sostenibilità e il cinema, i set a impatto zero e il futuro da salvare, ma anche le loro storie personali e i grandi miti, il rapporto con Nada e quello con Roberto Baggio: all’interno della quindicesima edizione del Nations Award a Taormina, noi di Hot Corn abbiamo voluto consegnare gli Hot Corn Green Awards nel segno dell’ambiente. La scelta della redazione – e soprattutto dei lettori – è caduta su Carolina Crescentini e Andrea Arcangeli, due attori che abbiamo amato molto quest’anno in due biopic molto differenti: La bambina che non voleva cantare e Il Divin Codino. Abbiamo premiato Crescentini e Arcangeli all’Hotel San Pietro di Taormina alla fine di un talk pubblico con il direttore, Andrea Morandi.

Carolina Crescentini con Andrea Morandi a Taormina. Foto Michele Cutuli.

«Conoscevo bene Nada perché Francesco (Motta, nda, cantante e marito di Carolina) ha suonato per anni nella sua band, quindi la responsabilità è stata doppia nell’interpretare il ruolo di Viviana, sua madre», ha raccontato durante l’incontro Carolina Crescentini – premiata anche con il Nations Award. «Se avessi deluso lei, sarebbe stato insostenibile. Invece poi La bambina che non voleva cantare le è piaciuto…». Durante il dialogo, l’attrice ha ricordato anche il suo viaggio, i set, i maestri e i modelli di riferimento, tra Monica Vitti e… i Radiohead. Prima di parlare di ambiente: «Tutti possiamo fare la differenza, dobbiamo capire che ogni nostro piccolo gesto può cambiare le cose…». 

Andrea Arcangeli con la targa firmata da Marco Monforte. Foto di Michele Cutuli

Andrea Arcangeli invece, arrivato direttamente in Sicilia per il Nations Award dal set di Romulus 2, ha cominciato proprio dal ruolo ne Il Divin Codino: «Interpretare Roberto Baggio? Una sfida professionale e anche umana molto forte. All’inizio, lo confesso, ero un po’ spaventato, poi sono entrato nel personaggio gradualmente, anche grazie a Roberto e alla sua profonda sensibilità». L’attore – che era stato nostro ospite anche via Zoom qui – ha anche ricordato di quanto i set stiano facendo il possibile per ridurre l’impatto: «Spesso non ci si pensa, ma ogni set ha un impatto sull’ambiente non indifferente». Sia a Arcangeli che a Crescentini sono state consegnate due targhe di ceramica a Km Zero prodotte proprio a Taormina da un artigiano siciliano, Marco Monforte, per la sua Kerameion.

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