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Michelle Dockery: «Downton Abbey, Godless, Good Behavior: ecco i segreti dei miei personaggi»

Da Lady Mary fino al selvaggio West: l’attrice inglese racconta il suo viaggio tra teatro, serie e cinema

Michelle Dockery nei panni di Lady Mary Crawley in Downton Abbey.

Che siano sofisticate damigelle, pistolere oppure ladre, ama tutte le sue donne. Sono le protagoniste di serie come Downton Abbey, Godless e Good Behavior, che non sono però unicamente i ruoli cult della sua carriera, ma anche i momenti più felici che abbia mai trascorso sul set. Michelle Dockery lo ha raccontato – al pubblico del Cannes International Series Festival – ancora incredula dell’opportunità di passare dal teatro al piccolo (e grande) schermo con personaggi femminili tanto iconici e molti set in costume, tra Anna Karenina e The Hollow Crown. Con la solita grazia, unita ad una sorprendente simpatia, ha anche ripercorso i suoi primi passi nel mondo dello spettacolo. E pensare che tutto era nato per caso da un’imitazione tra le mura domestiche.

Michelle Dockery fotografata sul pink carpet di Cannes.

DOWNTOWN ABBEY «Ho incontrato Dan Stevens durante uno dei provini, in corridoio, l’ho squadrato, ci siamo salutati capendo al volo per quale parte stavamo concorrendo e mi sono detta: “Credo proprio che tra noi potrebbe funzionare”. Contro ogni pronostico, penso di essere stata scelta anche nonostante la poca esperienza perché mi è bastato leggere il copione dei primi due episodi per trovare la voce di Lady Mary. Per me Mary è una versione giovane della Kristin Scott Thomas di Gosford Park di Robert Altman».

Con Dan Stevens sul set di Downton Abbey.

IL TEATRO «Sono tornata in scena dopo sei anni, ho da poco terminato la pièce Network al National Theatre di Londra dove avevo iniziato. Mi è sembrato quasi un cerchio che si chiudeva, è stato come imparare di nuovo tutto da capo, dopo tanto tempo passato davanti alla macchina da presa, su un set differente. All’inizio ero terrorizzata all’idea di rimettere piede a teatro, ma sapevo di doverlo fare. Adoro il lavoro di squadra e mi piace appartenere a qualcosa. Non sono un’attrice individualista».

A Londra, a teatro, alle prove di Network, in cui interpreta Diana Christensen.

GOOD BEHAVIOR «Sono molto affezionata alla truffatrice Letty Raines e alle sue parrucche di ogni taglio e colore. La mia preferita? Credo sia quella bionda usata per abbordare Javier al bar perché da lì è iniziato il loro viaggio. In realtà non pensavo nemmeno di accettare subito un’altra serie, dal momento che stavo ancora girando l’ultima stagione di Downton Abbey, ma questa donna mi ha letteralmente stregata nella sua ricerca di nuove identità. Così mi sono lanciata in Good Behavior. E sono felice di averlo fatto».

Bionda, quasi irriconoscibile in Good Behavior.

GODLESS «Il ruolo più incredibile della mia carriera? Nessun dubbio: quello di Alice Fletcher in Godless, per cui mi sono anche sottoposta ad un Cowboy Camp di due settimane per imparare a sparare – no, non lo avevo mai fatto prima – e anche a cavalcare con uno stile totalmente diverso da quello di Lady Mary. Ad un certo punto avevo una mano libera e ho chiesto come fosse possibile. Mi hanno risposto: “Ti serve per afferrare il fucile al volo”. Certo, come ho fatto a non pensarci prima?».

Nei panni della pistolera Alice Fletcher in Godless.

LA TELEVISIONE «Sì, stiamo davvero vivendo un’epoca d’oro perché si moltiplicano le occasioni per noi attrici di ambire a personaggi molto differenti, soprattutto nel piccolo schermo. Ricordo ancora quando da ragazza vedevo la TV: prima di 24 e I Soprano non avevo idea delle immense possibilità che il piccolo schermo poteva offrire. Poi il colpo di fulmine è arrivato The Killing che mi ha definitivamente convinta a tentare la strada della recitazione. E ora sono qui».

Dal West alla Russia: con Keira Knightley in Anna Karenina.

I RICORDI «Quando i miei genitori invitavano a casa gli amici per qualche festa mi chiedevano sempre una delle mie imitazioni per intrattenere gli ospiti. Ero molto brava, ad esempio, in quella del Primo Ministro, mi divertivo molto in queste trasformazioni casalinghe. Poi ho iniziato a cantare e ballare. Avevo sempre voglia di esibirmi in qualche modo, finché a sedici anni un’insegnante di teatro mi ha spinta a percorrere questa strada ad un livello più serio».

Il secondo ruolo in Terry Pratchett’s Hogfather. Era il 2007.

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