ROMA – C’è un certo tipo di cinema che sembra nato per essere riscoperto. Memories è uno di quei titoli che per anni hanno vissuto ai margini della sala, amati, citati, studiati, ma mai davvero condivisi nell’esperienza collettiva del grande schermo. Ora, a trent’anni dalla sua uscita giapponese, il film arriva finalmente nei cinema italiani come evento speciale dal 12 al 14 gennaio.
L’operazione rientra nel progetto Animagine, la collana che riporta in sala anime fondamentali del passato e del presente grazie alla collaborazione tra Dynit e Adler Entertainment. Un’occasione rara, pensata non solo per i fan di lunga data, ma anche per chi vuole avvicinarsi all’animazione giapponese d’autore partendo da uno dei suoi snodi più affascinanti.
Uscito nel 1995, Memories è un lungometraggio animato a episodi, tratto da tre racconti manga di Katsuhiro Otomo, autore che pochi anni prima aveva cambiato per sempre il modo di pensare l’animazione con Akira. Qui Otomo firma il soggetto complessivo e dirige uno dei tre segmenti, lasciando agli altri due la possibilità di esplorare stili, toni e immaginari diversi, ma coerenti all’interno di una visione comune.
I tre episodi non sono collegati narrativamente, ma condividono un’anima fantascientifica che declina il genere in forme molto diverse. Magnetic Rose, il primo segmento, è un viaggio nello spazio profondo e nella memoria, sceneggiato da Satoshi Kon prima che diventasse uno dei registi più influenti dell’animazione contemporanea. Un racconto sospeso tra horror psicologico e melodramma, ambientato all’interno di una gigantesca astronave che trasforma i ricordi in trappole emotive.
Con Stink Bomb il tono cambia bruscamente: la fantascienza diventa satira feroce e paradossale, mettendo in scena un disastro su scala globale con un’ironia corrosiva che non rinuncia alla critica. Cannon Fodder, infine, è forse il segmento più radicale: una distopia steampunk raccontata attraverso un unico, vertiginoso piano sequenza animato, che all’epoca segnò un passaggio tecnico e simbolico dall’animazione tradizionale a quella digitale.
A rendere Memories ancora oggi sorprendente è proprio questo: la sua capacità di tenere insieme sperimentazione visiva, riflessione politica e racconto emotivo. Non un semplice film a episodi, ma un laboratorio di linguaggi che ha anticipato molte delle direzioni prese dall’animazione negli anni successivi.
Dal 12 al 14 gennaio, Memories arriva al cinema solo per tre giorni. Un ritorno tardivo, forse, ma necessario. Perché certi film non invecchiano: aspettano solo il momento giusto per essere visti come meritano.
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