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Maria e l’Amore | Karin Viard e una deliziosa commedia sul cambiare prospettiva

Karin Viard e Grégory Gadebois protagonisti del riuscito esordio di Lauriane Escaffre e Yvo Muller

Maria e l'Amore
Karin Viard è la protagonista di Maria e l'Amore

MILANO – Nel nostro French Touch, in cui vi raccontiamo il miglior cinema francese, non poteva mancare all’appello Maria e l’amore, commedia sentimentale diretta da Lauriane Escaffre e Yvo Muller adesso in sala. Maria – Karin Viard, già protagonista de La famiglia Bélier e de Il complicato mondo di Nathalie – è sposata da 25 anni con un uomo che non ha più occhi per lei e inizia un nuovo lavoro come donna delle pulizie presso la Scuola di Belle Arti di Parigi. Tra quelle mura scoprirà il paradiso della creatività: un luogo in cui a farla da padrone sono la libertà espressiva e la capacità di guardare il mondo con occhi nuovi. Ma, immersa in quelle creazioni, conoscerà anche un uomo, Hubert (Grégory Gadebois), un custode sui generis dalla tenerezza infinita e desideroso di amare tanto quanto lei.

Maria e l'Amore
Una scena di Maria e l’Amore

È probabilmente impossibile non tifare per entrambi i personaggi delineati magnificamente dalla penna di Escaffre e Muller. Grazie a Maria ci si rende conto di quanto poetica possa essere persino la muffa – “un elemento vivo che, decomponendosi, crea delle forme” -, così come di quanto tenere sappiano essere delle semplici spugnette colorate. Maria ha l’aria trasognata di chi non ha smesso di amare, di chi non rinuncia a captare la bellezza di un banalissimo quotidiano, di chi guarda persino agli oggetti simpatia per la loro goffaggine. E toccare con mano la concretizzazione materiale della creatività diventa per Maria addirittura un’occasione per riscoprire il suo corpo e la sua stessa femminilità. Accanto a lei, Hubert approfitta dei ritagli di tempo da un lavoro che conosce ormai troppo bene per allenarsi, a passo di danza, sulle note di Such a Night ed è sempre disponibile a sostenere gli insicuri studenti dell’istituto. Attraverso gli occhi di Hubert si è in grado di riscoprire la seduzione della fragilità.

Karin Viard e Grégory Gadebois

Maria e l’amore è il tipico film a cui si assegnerebbe la qualifica di delizioso. Si conoscono già dall’inizio le sorti dei due personaggi principali, ma poco importa in un’opera intenzionata a regalare un po’ di intrattenimento con la rassicurazione dei buoni sentimenti. Maria e l’amore è nei fatti un film sul cambiamento di prospettiva: sul considerare, ad esempio, una donna delle pulizie come una persona che rende gli ambienti più confortevoli e non già come qualcuno che non abbia potuto ottenere di meglio. Se nel recente Tra i due mondi osservavamo tutto il dramma dell’invisibilità di chi svolge questo mestiere, qui riscopriamo la poesia e la tenerezza celate dietro una vita apparentemente anonima. La stessa arte contemporanea non viene qui trattata come oggetto di facili risatine, a cui indubbiamente si presterebbe, ma diventa occasione per una riflessione più ampia sulle infinite possibilità della mente creativa.

Maria e l'Amore
Un’immagine di Maria e l’Amore

Ed è forse solo cambiando prospettiva che, in fondo, si trova il coraggio per abbracciare un futuro incerto in cui aver, però, la libertà di essere se stessi e di esprimersi al massimo delle proprie potenzialità. Dopo un César al miglior cortometraggio nel 2020, i due registi, qui all’esordio nel lungo son riusciti, con la mera forza della loro scrittura, a convincere due fuoriclasse come Karin Viard e Grégory Gadebois a salire a bordo del progetto. In definitiva Maria e l’amore è un film che fa breccia nel cuore dello spettatore con il semplice potere della delicatezza e della tenerezza, glorificando tutte le Maria che incontriamo nella nostra vita (e a cui il film è dedicato), ma di cui spesso rischiamo, per distrazione o abitudine, di non percepire la presenza.

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Qui sotto potete vedere il trailer di Maria e l’amore:

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