in

Leonardo DiCaprio: «Io, Tarantino e la nostra lettera d’amore a tutti gli outsider»

L’attore è a Cannes con Brad Pitt e Margot Robbie per presentare C’era una volta a… Hollywood

Brad Pitt, Leonardo DiCaprio e Quentin Tarantino alla conferenza stampa di C'era una vola a... Hollywood

CANNES – È sicuramente più a suo agio al largo della Costa Azzurra sul suo yatch che in doppiopetto per la prima di C’era una volta a… Hollywood di Quentin Tarantino (che, incredibilmente, vedremo solo il 19 settembre in Italia). Leonardo DiCaprio ama il Festival di Cannes con maggiore slancio quando si tiene a distanza di sicurezza. Mentre Brad Pitt si lancia in abbracci, pacche sulle spalle e baci, lui incrocia le braccia e resta a guardare. Questa ieratica presenza ne alimenta il mito, un po’ come succedeva nello star system di fine Anni Sessanta che mette in scena nel nono film del regista di Pulp Fiction. Poche, anzi pochissime parole e ben calibrate per incorniciare quest’esperienza che lo vede protagonista nei panni di Rick Dalton, divo tv alle prese con il grande salto al cinema con l’amico e controfigura Cliff Booth.

Brad Pitt e Leonardo DiCaprio assediati alla conferenza stampa del film.

GIOCO DI SPECCHI «Le situazioni che Rick vive nella sua carriera mi fanno ripensare alle mie esperienze sul set. Anch’io sono cresciuto davanti alla macchina da presa fin da piccolo e capisco cosa voglia dire restare a guardare mentre i tempi cambiano e tu ti senti un po’ lasciato indietro. Nel mio caso il sentimento che mi anima maggiormente resta la riconoscenza. Mi guardo attorno e vedo tanti bravi attori che non sono stati altrettanto fortunati, che sono stati piegati dalle avversità. Rick lotta, persevera, va avanti e io lo ammiro moltissimo e al tempo stesso sono grato per il percorso artistico che ho fatto».

Leonardo DiCaprio al photocall di C’era una volta a Hollywood

BRAD PITT «Lavorare con Brad Pitt è stato facilissimo e rilassante, in parte perché facciamo parte della stessa generazione di artisti e in parte grazie alla meticolosità di Quentin Tarantino. In pratica ci ha fornito una vera e propria bibbia contenente dettagli particolareggiati del passato dei personaggi e della loro amicizia, il che ha facilitato enormemente le nostre interazioni. Brad non è solo un attore pazzesco ma anche un grandissimo professionista. E te ne accorgi soprattutto nelle scene d’improvvisazione, quando ha carta bianca e ti lascia senza fiato. Si è creata tra di noi una sinergia a dir poco stimolante».

Leonardo DiCaprio e Brad Pitt sul red carpet di C’era una volta a… Hollywood

QUENTIN TARANTINO «Il suo processo creativo è unico. E non credo esistano altri cineasti come lui. Un pozzo di conoscenza in ambito cinematografico ma anche televisivo e musicale. È come se fosse un database umano pieno zeppo di informazioni, sa veramente di tutto».

Quentin Tarantino e il cast di C’era una volta a… Hollywood al photocall di Cannes

IL FILM «Considero questa pellicola come una lettera d’amore di Tarantino verso l’industria cinematografica. E anche un grande omaggio a tutti gli outsider. L’epoca che raccontiamo è all’insegna del grande cambiamento e credo che tutti gli artisti, me incluso, si siano sentiti almeno una volta tagliati fuori da Hollywood. Questo aspetto mi ha commosso, per come la vedo io questa storia è come un ritorno a casa di Quentin e mi emoziona molto».

Qui potete vedere il nuovo trailer di C’era una volta a… Hollywood:

Lascia un Commento

Un anno dopo | Philip Roth e quel lungo romanzo americano diventato cinema

Quentin Tarantino: «Il mio omaggio a un’altra Hollywood, quando ancora tutto era misterioso»