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La Signora delle Rose e la leggera profondità del (grande) cinema francese

Il film di Pierre Pinaud, presentato al Taormina Film Fest, uscirà al cinema il prossimo novembre…

Catherine Frot è Eve
Catherine Frot è Eve

TAORMINA – Visto, amato e, di diritto, tra i migliori titoli della nostra rubrica French Touch. Di chi parliamo? De La Signora delle Rose, presentato in anteprima al Taormina Film Fest. Il film, essenzialmente, rappresenta tutto ciò che adoriamo del cinema francese: la leggerezza della visione mista ad una solida profondità d’intenti. Madame Eve Vernet, la signora del titolo, è una donna che vive ormai solo grazie alla passione ereditata dal padre: prendersi cura delle sue rose e crearne nuovi esemplari a partire dall’incrocio di rare specie già esistenti. Competere e vincere grazie alle nuove creazioni è ormai l’unico modo per restare a galla e mantenere in vita la sua attività sull’orlo della bancarotta. Solo l’ausilio dei tre improbabili Fred, Samir e Nadège (in fase di reinserimento sociale) e della storica assistente Vera potrà forse risollevare le sorti dell’impresa di Eve.

La Signora delle Rose
La Signora delle Rose

A prestare il volto ad Eve è Catherine Frot, irresistibile comédienne del cinema francese, il cui successo mondiale è legato a Marguerite (altro titolo curiosamente floreale) e La cuoca del presidente. La Frot è perfetta nel raccontare la passione di una donna resistente alle avversità solo perché strenuamente convinta dell’utilità del proprio passaggio sulla Terra. Lei che nasce per omaggiare l’eredità di suo padre, amare le rose ed essere un demiurgo di bellezza, troverà un senso più profondo della vita nell’essere in un certo senso “madre” di Samir, uno dei tre incorreggibili aiutanti. Samir è un reietto per la società e per la sua stessa famiglia: Eve sarà la prima a offrirgli la possibilità di avere nel mondo quel posto che da sempre gli era stato negato. Dopotutto lo stesso obiettivo di Eve è creare la perfezione attraverso l’intreccio di specie pregiate, ma scoprirà che tra i fiori, così come nella vita, son spesso gli “errori” a generare bellezza. E scoprirà soprattutto che, solo donando e ricevendo amore, ogni uomo lascia il mondo per la Storia.

la signora delle rose
I protagonisti del film

Dietro la macchina da presa in questa deliziosa commedia francese c’è Pierre Pinaud, la cui maestria nel toccare vette emotive con sapienza e lucidità, fa del tutto dimenticare sia solo al suo secondo lungometraggio. La frizzante sceneggiatura de La Signora delle Rose, scritta in collaborazione anche col nostro amato Philippe Le Guay de Le donne del sesto piano (lo trovate in streaming su CHILI), è stata infatti determinante nel convincere un’attrice tanto amata e ricercata a tuffarsi nel progetto di un quasi esordiente. Il tutto funziona probabilmente anche per il coinvolgimento personale di Pinaud: come ha raccontato ai nostri microfoni, all’età di otto anni lui stesso ricevette in gestione dai nonni parte del giardino di casa traendone così la prima esperienza di scenografia e costruzione degli spazi. Va detto inoltre che la madre, a cui il film è dedicato, ha trascorso una vita nel mestiere dell’orticultura e, a ben vedere, Eve investe oggi spossanti energie in nome di una futura incerta realizzazione, così come qualsiasi regista nell’intraprendere un nuovo progetto cinematografico.

la signora delle rose
Una scena del film

Il coraggio e la passione che trasudano da Eve sono in sostanza specchio delle stesse emozioni tanto di Pierre Pinaud, quanto di Catherine Frot verso il proprio mestiere. Non è peraltro casuale la scelta del regista di affiancare a Madame Frot, già accanto alla divina Deneuve in Quello che so di lei, alcuni attori esordienti: proprio come Eve ha la pluriennale esperienza per poter insegnare ai suoi inesperti discepoli, così pare sia avvenuto sul set tra la navigata attrice e i nuovi volti del cinema d’Oltralpe sul cui futuro crediamo di poter investire. Per vedere questa chicca in sala bisognerà aspettare il prossimo autunno ma, come ci insegna la signora delle rose, la pazienza verrà ampiamente ripagata. Vi lasciamo con una nota orgogliosamente campanilista: Catherine Frot non solo ha dichiarato di conoscere e amare tutto il cinema del nostro Nanni Moretti, ma il suo colpo di fulmine cinematografico e modello d’ispirazione è stato da sempre l’irripetibile e compianta Giulietta Masina.

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L’intervista a Catherine Frot a cura di Adam Olivo:

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