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La leggenda de Il Corvo, tra una pallottola e la maledizione di Brandon Lee

Tra cronaca e mito: quello che sappiamo – e quello che non sapremo mai – del fatale incidente

Non credo che ci si possa riprendere da una cosa del genere”. Michael Massee ha vissuto per ventitré anni, prima di morire a sessantaquattro, nel 2016, con l’etichetta dell’attore che ha ucciso accidentalmente Brandon Lee. I fatti: era il 31 marzo 1993 quando, sul set del film d’esordio di Alex Proyas Il Corvo, il figlio ventottenne del leggendario Bruce Lee si accascia a terra sanguinante, dopo aver girato la scena in cui il suo personaggio, Eric Draven, viene ucciso da una banda di malviventi. A fine ciak, molti della troupe si sorpresero che Brandon, solitamente molto serio e poco incline agli scherzi, stesse portando avanti la messa in scena e, convinti che in fondo si trattasse di uno scherzo, non lo soccorsero immediatamente.

Brandon Lee è Il Corvo.

Il resto è storia. Brandon muore qualche ora dopo all’ospedale di Wilmington in Carolina: a ucciderlo è un vero proiettile che per negligenza e disattenzione non è mai stato rimosso dalla pistola che era stata utilizzata per uno dei precedenti take, in cui si era deciso di ricavare dei proiettili a salve da vere munizioni. Tutto più reale, sì, ma anche tutto più fatale. Eppure, durante le riprese, le pistole erano già state utilizzate più volte ma, fatalità o il destino a metterci la firma, a causa di una carica debole, una di quelle armi non aveva esploso tutti i colpi nel modo corretto, e l’involucro di un proiettile si fermò nella canna. Così, quando il Funboy di Michael Massee preme il grilletto è ormai troppo tardi.

Michael Massee è Funboy nel film di Alex Proyas.

Uno dei più grandi successi commerciali degli anni Novanta, capace di incassare più di 170 milioni di dollari, rimarrà per sempre il film più maledetto della storia del cinema, ma anche un episodio di cronaca nera, clamoroso e inquietante, in cui realtà e finzione si allineano perfettamente, in maniera fatale: Eric Draven, morto, secondo i refetti, per un colpo di pistola allo stomaco, fa morire Brandon Lee, colui che lo interpreta, nello stesso preciso istante. E se nel film Eric torna dal mondo dei morti per vendicarsi dei suoi assassini, dopo quella morte tragica e casuale il fantasma di Brandon, tra realtà e oscuri incubi, non ha mai abbandonato coloro che hanno partecipato alla realizzazione de Il Corvo.

Una scena del film.

A partire dall’incolpevole Massee, che ha trascorso interi anni in preda a crisi depressive e a profondi sensi di colpa, nonostante abbia trovato, da qualche parte, la forza per non abbandonare mai il mondo del cinema, recitando parti secondarie in Seven, Strade perdute, Amistad e prendendo parte a diversi crime televisivi (X-Files, Criminal Minds, Alias, CSI). Oggi Michael Massee non c’è più, per uno strano caso del destino portato via da un tumore allo stomaco.

Brandon Lee e la sua fidanzata, Eliza Hutton. ”For Brandon and Elize”, la dedica che si legge alla fine del film.

La famiglia di Lee e la fidanzata dell’attore, Eliza Hutton, all’epoca assistente di scena, non hanno mai voluto approfondire le indagini e il caso è stato frettolosamente chiuso. Con una pagina, però, più offuscata delle altre. Infatti, quella scena, con annessa morte di Lee, ovviamente non è stata utilizzata da Proyas, pur continuando a celare, ancora oggi, un mistero. Ovvero, se quelle immagini siano state sequestrate dalla polizia americana oppure se siano state (volutamente o casualmente) distrutte. E, forse, è meglio non sapere dove siano finite.

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