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Jacopo Quadri: «Io, Ultimina e la mia vita tra documentari e montaggio»

Il regista e montatore racconta il suo ultimo documentario. In concorso all’IFDA di Amsterdam

jacopo quadri

MILANO – Montatore dei film di Mario Martone, Bernardo Bertolucci, Paolo Virzì e Gianfranco Rosi e grande regista di documentari. Jacopo Quadri ritorna con un nuovo film, Ultimina, presentato in concorso all’IFDA di Amsterdam e prodotto da Ubulibri in collaborazione con Rai Cinema, continuando il viaggio nel mondo contadino del precedente documentario, Lorello e Brunello. Immersa nella campagna della Toscana, Ultimina è di fronte alla telecamera e racconta il suo passato. Una storia che attraversa un secolo e che allo stesso tempo è molto più vicina a noi di quanto pensiamo. Abbiamo contattato il regista per parlare dell’idea dietro il film, dei cambiamenti della società e della sua carriera, tra montaggio e regia.

jacopo quadri

ULTIMINA «Il film è una conseguenza della conoscenza fatta in Lorello e Brunello, tant’è vero che lì il finale l’abbiamo girato dopo il montaggio. Già in fase di montaggio mi ero reso conto che lei era un personaggio importante in quella storia e ci è venuta voglia di fare una cosa solo su di lei. Volevamo approfondire l’amicizia reciproca e, per come intendo questo tipo di documentario, fare conoscenza con il soggetto che crea un rapporto di sincerità di fronte alla telecamera. Diventa quasi un mezzo per poter andare più nel profondo perché, magari, in una semplice conversazione davanti al camino o a un caffè sarebbe più difficile chiedere cose personali dell’infanzia o dei rapporti con gli uomini, con il marito. Avevamo il desiderio di filmarla, di registrare la sua voce, le sue storie. All’inizio non doveva essere necessariamente un altro film, poi però lo è diventato».

Uno scatto di Ultimina condiviso da Jacopo Quadri su Instagram

PASSATO & PRESENTE «Credo sia importante sapere e capire che, fino a pochi anni fa o anche tutt’oggi in certe zone dell’Italia neanche così remote – stiamo parlando della Toscana – i rapporti tra uomini e donne erano così. Gli uomini erano violenti e padroni, facevano quello che gli pareva ed erano anche problematici, alcolizzati. E alle donne, soprattutto quando ci sono figli, viene demandato tutto. Ad esempio, Ultimina è astemia ed è curioso che lei, in qualche modo, fosse obbligata ad esserlo perché altrimenti non avrebbe potuto gestire tutto quello che ha gestito. Mi interessava anche sapere cose che più o meno si sanno ma che si dimenticano, come il fatto che la famiglia di Ultimina fino agli anni Settanta non avesse il bagno e adesso lei dice “Ho troppi bagni e non me ne faccio niente”. Ecco mi sembra molto utile sentire queste storie vicine, perché non stiamo parlando di paesi lontani o di persone lontane nel tempo. Tra l’altro lei mi piace perché parla anche un buon italiano. La sento molto vicina, potrebbe essere veramente una nostra zia o una nostra nonna, sento che con lei si possono saltare delle lontananze e quindi mi sembra giusto che questo suo rapporto con il passato sia in qualche modo anche il nostro presente».

jacopo quadri
Un momento del documentario condiviso da Jacopo Quadri su Instagram

RITMI DI VITA «C’è una forte differenza tra la vita rurale – in Italia ma come in tutto il mondo – e la vita in città. La grossa differenza, ancora esagerata, è tra come si vive in queste due realtà. In campagna, sostanzialmente, non c’è niente. Lei è legata al mondo dal telefono fisso e dalla televisione. C’è un rapporto diverso con l’esterno, con la natura e con gli orari anche perché d’inverno alle quattro e mezza è buio e le giornate hanno tutto un altro ritmo. E poi c’è anche il fatto che sei più padrone del tuo tempo, sei tu stesso a organizzarlo. Come vediamo in Lorello e Brunello, il tempo se lo organizzano loro, non c’è nessuno a cui devono il tempo. Possono lavorare in modo più veloce o più lento ma decidono loro, cosa che per chi lavora in ufficio o in fabbrica non è possibile».

Una scena di Lorello e Brunello di Jacopo Quadri

MONTAGGIO & REGIA «È iniziato tutto con il film su Ronconi. L’ho realizzato quasi dieci anni fa, dopo che era mancato mio padre. Avevo come un desiderio di approfondire gli aspetti legati alla sua figura dato che era un critico di teatro. Ed un modo per avvicinarmi a personaggi legati a mio padre. C’era una certa urgenza però perché Ronconi era anziano e malato. Il progetto è nato più da un’esigenza personale di avvicinarmi a una persona e di filmarla. Poi ho fatto altri film, prima su persone legate al teatro e poi su persone legate alla campagna, sempre legate al tema del lavoro. In genere, mi piace filmare queste persone nel momento in cui fanno delle cose. Tutto nasce da qui, non certo per abbandonare il montaggio. Poi posso aggiungere che da montatore credo di avere dei vantaggi. Perché nel momento in cui filmo so che certe cose si possono montare in un modo, o magari non si possono montare per niente quindi evito di filmarle. Un’esperienza che mi aiuta molto. La mia professione rimane quella del montatore e appena posso cerco di portare avanti questa personale indagine sulla realtà».

jacopo quadri
Ultimina

ISPIRAZIONI «Ci sono tanti registi a cui mi ispiro, non necessariamente di documentari, le mie passioni vanno da Cassavetes, che ha qualcosa che si lega al documentario, a Truffaut e Bertolucci. Sono dei riferimenti importanti. Oltre a persone con cui ho lavorato, come Bertolucci e Gianfranco Rosi. Mi ispiro nel senso che abbiamo un forte legame su come affrontare la realtà e in qualche modo lui è anche un mio maestro, ecco. Ho assorbito molto del suo modo di fare cinema. E anche Alessandro Rossetto, un altro documentarista che stimo molto. Diciamo quindi Rossetto e Rosi tra i miei collaboratori di oggi, altrimenti Bertolucci, Cassavetes e Truffaut. Ce ne sarebbero tanti altri, mi piace molto il cinema in generale quindi continuo a ispirarmi dai film che vedo, anche del passato».

Qui potete vedere il trailer di Ultimina di Jacopo Quadri:

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