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L’Opinione | J.C. Chandor, l’America e il colore dei soldi: Triple Frontier centra il bersaglio

Un cast all star per un film che sospende le perplessità sulla qualità delle produzioni originali Netflix

MILANO – Se ancora c’erano dubbi sulla reale consistenza di J.C. Chandor come uno degli autori americani più importanti di questo decennio, Triple Frontier li spazza via. E sospende anche le perplessità sulla qualità delle produzioni Netflix in termini di film di finzione (eccetto chiaramente Roma e Sulla mia pelle). Il denaro muove i comportamenti degli uomini anche in questo quarto capitolo della filmografia del regista del New Jersey. In Margin Call e A Most Violent Year le riflessioni sull’avidità degli esseri umani e sul dominio del capitalismo erano manifestamente il fulcro della narrazione; nel survival drama All Is Lost, invece, i costosissimi marchingegni high tech di Redford soccombevano di fronte alle disastrose avversità della natura.

Oscar Isaac in un’immagine del film.

Triple Frontier, sotto le spoglie dei generi (si passa dall’heist movie al war movie, dall’action poliziesco al western e al catastrofico), imbastisce una nuova cinica avventura sul potere dei soldi di determinare il corso degli eventi. I cinque protagonisti sono ex militari dell’esercito degli Stati Uniti che subiscono le conseguenze della crisi e perciò decidono di compiere una rapina: capitanati dal poliziotto dell’antidroga Santiago “Pope” Garcia (Oscar Isaac), si introducono nel rifugio di un boss del narcotraffico per ucciderlo e rubare le decine di milioni di dollari in contanti che nasconde nella propria abitazione. L’idea è quella di tornare a casa sani e salvi e dividere il bottino di 250 milioni di dollari. Per portare a termine il colpo, bisognerà superare l’ostile “triplo confine” tra Paraguay, Argentina e Brasile, scalando le Ande e affrontando eventuali nemici: sarà il peso dei soldi, in senso letterale, a impedire che il piano vada come previsto.

Ben Affleck è uno dei protagonisti di Triple Frontier.

Chandor ha dichiarato che i suoi film «cercano sempre di essere una traccia dei tempi in cui viviamo». E non ci sono dubbi che l’unico dio che venga universalmente riconosciuto nella società di oggi sia il denaro, concepito come l’unica risorsa di riscatto oppure come l’unica consolazione ai dolori e ai traumi della vita. L’affermazione di sé avviene soltanto attraverso la ricchezza economica, e la sua importanza è tale da poter mettere a repentaglio la propria sopravvivenza. L’amicizia e la solidarietà che legano i cinque protagonisti si fondano proprio sul riconoscimento reciproco che la primaria necessità per ciascuno di loro sia quella di avere una sicurezza economica.

Una scena del film

Triple Frontier è un film di uomini in cui i valori tipicamente maschili sono sempre celebrati con un fine ben preciso. Non mancano momenti di fratellanza e sacrificio ma vengono comunque filtrati dal pensiero comune che sarà il denaro ad aggiustare le cose. Vale la pena, infine, di sottolineare l’eccellente prova degli attori: se Oscar Isaac non è di certo una sorpresa, la fisica mascolinità di Ben Affleck, Garrett Hedlund e Charlie Hunnam consente a tutti di trovarsi straordinariamente in parte. Il risultato è il quarto grande film di un cineasta che sta impietosamente mostrando i codici genetici dell’America e del mondo contemporaneo.

  • Qui potete vedere il trailer di Triple Frontier: 

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