ROMA – Non tutte le storie sulla musica parlano davvero di musica. Springsteen – Liberami dal nulla, diretto da Scott Cooper e interpretato da Jeremy Allen White, sceglie di raccontare ciò che si nasconde dietro le note: la solitudine, il peso del talento, la fragilità che accompagna la creazione. Al centro di questa intimità sospesa c’è Odessa Young, che nel film interpreta Faye, un personaggio inventato ma intriso della realtà di tante donne che attraversarono la vita di Bruce Springsteen all’inizio degli anni ’80. Figura reale e simbolica insieme, Faye diventa il riflesso di un mondo emotivo che vive tra verità e sogno.
LA VERITÀ NELL’IMPERFEZIONE «Questo film parla di trovare la verità nell’imperfezione», racconta Odessa con un sorriso che si fa subito riflessione. «E credo che come attrice la sento molto: i momenti in cui ti dimentichi una battuta, o ti perdi per un istante, sono quelli in cui succede qualcosa di vero. Ti spogli dell’intenzione e ti affidi solo all’istinto. È lì che nascono le emozioni più autentiche».
TRA FUGA E APPARTENENZA – Le canzoni di Springsteen oscillano sempre tra due poli: la fuga e il desiderio di appartenere. Due forze contrarie e complementari, come Faye stessa. «Forse io appartengo alla fuga», scherza l’attrice. «O forse si può appartenere anche a quell’idea di movimento. Penso che scappare e restare non siano opposti: a volte si appartiene proprio a ciò che si sta lasciando andare».
TRA REALTÀ E IMMAGINAZIONE – Nel film, Faye abita uno spazio indefinito tra la vita di Bruce e la sua mente. «Non l’ho mai vista come un simbolo», spiega Young. «Ho cercato di renderla viva, presente, reale. Scott Cooper ha un modo preciso di dirigere: sa esattamente cosa vuole raccontare e ti lascia libera di respirare dentro la scena. È un regista che cattura i silenzi come fossero dialoghi. E in Springsteen – Liberami dal nulla il silenzio diventa una forma di verità».
L’ATMOSFERA SUL SET – Accanto a lei, Jeremy Allen White costruisce un Bruce silenzioso, magnetico, pieno di contraddizioni. «Jeremy è uno di quegli attori che ti danno tutto senza dire nulla. Abbiamo molte scene senza parole, eppure in quei momenti si sentiva tutto: la tensione, la dolcezza, il dolore. È un compagno di scena generoso, che ti costringe a restare presente, a non recitare ma a vivere».
LA MUSICA COME EMOZIONE – Per Odessa, la musica di Springsteen è stata una bussola costante. «Avevo sempre in testa le sue canzoni, ma Thunder Road è quella che mi ha guidata di più. È dolce, malinconica, libera: esattamente come Faye. La musica muove le emozioni in modo diverso dalle parole. Ti entra dentro e ti costringe a sentire, anche quando non vuoi».
IL COLORE DI NEBRASKA – E se dovesse racchiudere tutto in un solo colore, la risposta arriva senza esitazione: «Nebraska per me è blu. Non un blu qualsiasi, ma quello profondo del cielo poco prima della notte. Il momento in cui la luce sta per svanire, ma non del tutto. È malinconico e rassicurante allo stesso tempo. Come Bruce, come questo film: un viaggio dentro la fragilità che ci rende umani».
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