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Il Pataffio | Il Malerba di Francesco Lagi e una commedia storica piena di vita

Un cast d’eccezione per il film che apre la strada alla nuova stagione cinematografica. Dal 18 agosto in sala

il pataffio
Luigi Malerba approda sullo schermo grazie a Francesco Lagi: Il Pataffio

LOCARNO – C’è un tempo sospeso, uno che non conosciamo ancora del tutto e che con tutte le sue ombre ha dato adito al cinema e alla letteratura a immaginare storie fantastiche e grottesche, piene di misticismo e creature fantastiche e gesta nobili. Il Medioevo è ancora nell’immaginario collettivo un tempo e un luogo dove pressocché ogni storia è possibile. Lo è stata anche quella scaturita dalla penna di Luigi Malerba nel 1978, quando diede alle stampe Il Pataffio, e lo è ancora oggi con l’uscita in sala del film che quel libro lo porta sullo schermo, sotto la regia di Francesco Lagi, dopo essere passato in concorso alla 75° edizione del Locarno Film Festival.

Non era certo un’impresa facile, adattare l’universo letterario così denso e significativo di Malerba. Ma anche grazie a un grande cast – con Lino Musella, Alessandro Gassmann, Valerio Mastandrea, Viviana Cangiano, Giorgio Tirabassi e Vincenzo Nemolato – il film funziona nonostante tutte le difficoltà di una lingua e di un luogo che avrebbero potuto esserne la rovina. Francesco Lagi cavalca le orme di un grande classico di questo genere di commedia storica come L’armata Brancaleone di Monicelli, i cui rimandi sono fin troppo facili tanto vengono subito alla mente, ma riesce allo stesso tempo a distaccarsene creando un film nuovo che riesce a sorprendere le aspettative anche dei più scettici.

Giorgio Tirabassi e Lino Musella ne Il Pataffio

D’altronde, le vicende del Marconte Bellocchio (Lino Musella) e di donna Bernarda (Viviana Cangiano), sua nuova sposa, sono solo il motore che dà il via a un intreccio di comicità e politica da cui nessuno viene escluso. Non il feudo in rovina dato come dote nuziale o i consiglieri che il Marconte si porta appresso – un consigliere e un frate a cui Tirabassi e Gassmann danno vita con maestria e non poco divertimento. Ma non vengono esclusi nemmeno i soldati, obbligati all’obbedienza a un signore che non ha idea di come si comandi una corte, e i villani, il popolo ostile che Bellocchio si trova a fronteggiare capitanato dal più spigliato di tutti, il Migone di Valerio Mastandrea.

Il Pataffio, nel suo essere irrimediabilmente buffo e canzonatorio, riesce a fare degli ostacoli i suoi punti di forza. A partire dalla lingua, quella utilizzata anche da Malerba, non ancora del tutto italiano volgare e comunque ancorata al latino, che risulta in una lingua arcaica dalle intonazioni romane che nella sua stranezza è ciò che riesce a dare il giusto tono comico alle battute e i momenti che accompagna. Allo stesso modo la retorica, perché la storia è prima di tutto una riflessione sulla politica e i giochi di potere cammuffata da buffo racconto medievale, è ciò che muove i personaggi e li rende le vittime perfette delle proprie menti, delle proprie azioni e delle proprie decisioni.

Valerio Mastandrea ne Il Pataffio

Con Il Pataffio, Francesco Lagi rende omaggio a una certa tradizione italiana pur facendo qualcosa di completamente nuovo. Il film che ha rappresentato l’Italia nel concorso di Locarno75 forse è troppo radicato nella nostra Storia e nella nostra cultura perché anche un pubblico internazionale ne apprezzasse tutte le sfumature, ma a noi basta sapere che la vitalità di questo genere e di questi racconti non è ancora andata perduta del tutto. Anzi, possono dare qualcosa in più ancora oggi, nonostante i nostri gusti ne sembrino lontani anni luce.

  • VIDEO | Giorgio Tirabassi e Valerio Mastandrea raccontano Il Pataffio
  • VIDEO | Francesco Lagi, Viviana Cangiano e Lino Musella raccontano Il Pataffio
  • PREVIEW | Il Pataffio, il Medioevo e l’altro mondo di Luigi Malerba

Qui il trailer de Il Pataffio:

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