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Gli Anni Settanta, C’eravamo Tanto Amati e la 500 blu di François Truffaut

Un’icona pop di un’altra epoca: la terza puntata della nostra nuova rubrica dedicata alla 500

ROMA – Gli Anni Settanta? Diana Ross abbandona le Supremes e Lou Reed dice addio ai Velvet Underground ma, intanto, un certo Farrokh Bulsara cambia il suo nome in Freddie Mercury, dando fuoco alla miccia al mito dei Queen. E in Italia? Adriano Celentano e Claudia Mori duettano con Chi non lavora non fa l’amore, dall’altra parte ci saranno Lucio Battisti con Eppur mi son scordato di Te, Lucio Dalla con Piazza Grande e Rimmel di Francesco De Gregori.

La 500 Giardinetta in C’eravamo tanto amati

Gli Anni Settanta sono pure la decade di Taxi Driver, di Qualcuno Volò sul Nido del Cuculo, di Rocky e di Happy Days. Ma anche del grande cinema italiano, e delle prime innovazione tecnologiche che avrebbero segnato l’era moderna. Infatti, nel 1974, esce al cinema una delle pellicole più importanti della storia della nostra filmografia: C’Eravamo Tanto Amati di Ettore Scola. Trent’anni d’Italia, trent’anni d’amicizia raccontanti nella sceneggiatura di Age e Scarpelli, con quell’incontro casuale tra Vittorio Gassman e Nino Manfredi, in una Piazza del Popolo in cui fa manovra una mitica Fiat 500 Giardinetta.

La 500 vista in Effetto Notte

Così, da Roma fino a Torino e Palermo, la Fiat 500 nel cinema rimane la protagonista assoluta, ricorrente e mitica. Talmente mitica che, da Ettore Scola, la Fiat 500 arrivò in Francia, sul set (nel set) di un altro capolavoro: Effetto Notte di François Truffaut. Ed è di un luminoso blu notte (guarda caso), con capote aperta, quella che Truffaut riprende dall’alto, durante la lavorazione negli studi di Nizza del film Vi Presento Pamela.

Un’immagine della 500 da Una Breve Vacanza di Vittorio De Sica

Tornando in Italia, invece, la Fiat 500 è stata “diretta” da Steno in Capriccio all’Italiana, nell’episodio Il Mostro della Domenica. Chi era il protagonista? Totò, qui alla sua ultima intepretazione sul grande schermo. Gli Anni Settanta Vittorio De Sica, poi, ”ritrova” la 500 in Una Breve Vacanza, datato 1973, con protagonisti Florinda Bolkan e Renato Salvatori, uno degli ultimi titoli neorealisti. Perché, l’automobile dalle forme essenziali e amichevoli, continua a fare da testimone ai cambiamenti sociali e culturali italiani, mentre le città sono invase dal nuovo e iconico modello R, destinato a chiudere un ciclo produttivo leggendario.

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