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Fast & Furious 9 – The Fast Saga | La Famiglia è tornata (al completo) in un film esplosivo

Justin Lin ritrova Toretto in uno dei capitoli più tesi e spettacolari. E mette le basi per i capitoli finali

I protagonisti di Fast & Furious 9 - The Fast Saga
I protagonisti di Fast & Furious 9 - The Fast Saga

ROMA – Dopo le auto lanciate con il paracadute, nell’episodio 7 (il più bello, il più complesso), pensavamo di averle viste tutte. Sul serio, pensavamo che il livello di spettacolarità della saga più popolare (nel senso stretto del termine, facendo riferimento ad un pubblico trasversale) non potesse spingersi oltre. Al massimo avrebbe mantenuto il motore sullo stesso giro, accelerando e decelerando quando sarebbe servito in funzione di una narrazione che, ovviamente, non bada a spese. Eppure no, Justin Lin, tornato alla regia dopo l’episodio 6, ci dice che nulla è impossibile per Dom Toretto e la sua banda di fuorilegge. Nemmeno lanciarsi nello spazio – a bordo di una macchina, che credevate – per distruggere un satellite. Ecco, è in questo momento che Fast & Furious 9 – The Fast Saga (in sala dal 2 al 5 agosto e poi dal 18) fa balzare sulla poltrona della sala, facendo capire il motivo per cui è ancora così amata: se ne frega delle regole e punta solo ed esclusivamente a far sognare.

Dom (Vin Diesel) e Letty (Michelle Rodriguez) in Fast & Furious 9
Dom (Vin Diesel) e Letty (Michelle Rodriguez) in Fast & Furious 9

Essenzialmente, il nuovo capitolo, oltre ad introdurci al doppio finale di Fast 10 (?), prende coscienza di essere una saga che non ha limiti, e apre ad una riflessione partita – tra il serio e lo scherzo – da due dei personaggi più amati, Tej e Roman (Ludacris e Tyrese Gibson), che si chiedono semplicemente “Come è possibile che siano ancora vivi?”. Fortuna? Destino? Oppure, la Famiglia Toretto ha qualcosa di unico e speciale, che non contempla l’ordinario? Il film, infatti, inizia con Dom (Vin Diesel) e Letty (Michelle Rodriguez) che provano a condurre una vita normale insieme al piccolo Brian. Almeno fino a quando una nuova minaccia incombe: Dom è costretto a confrontarsi con il passato, che ha il volto di Jakob (John Cena) fratello (rinnegato) tanti anni prima, alleatosi adesso con Cipher (Charlize Theron) che non ha abbandonato i suoi piani terroristici dopo la sconfitta nell’episodio 8.

Fast & Furious 9
John Cena e Charlize Theron in una scena del film

Inutile sottolinearlo, in Fast & Furious 9 – The Fast Saga tutto è ancora più grande e più esagerato, ma nonostante questo è il capitolo più introspettivo. Per la prima volta conosciamo meglio il passato di Toretto, anti-eroe pop che ha fatto della velocità in un quarto di miglio alla volta una sorta di credo assoluto, secondo soltanto all’amore incondizionato per la sua Famiglia allargata. Perché poi, oltre all’adrenalina, all’eccessivo, all’entusiasmo, l’epopea culturale di Fast & Furious si basa sui rapporti umani, sul significato dell’unione e sul valore della famiglia, unico e fondamentale appiglio che hanno Dom, Letty e gli altri. E attenzione: il primo, leggendario film del 2001, diretto da Rob Cohen (che si sta ancora mangiando le mani per essere uscito dal franchise), segnò all’epoca un’importante novità di linguaggio da blockbuster, enfatizzando l’importanza e il cambiamento stesso della famiglia, lontana dal nucleo di sangue e più vicina a quella di fatto.

Fast & Furious 9
Vin Diesel e Justin Lin sul set

Il resto, as usual, lo completa la messa in scena roboante di Justin Lin: estenuanti inseguimenti, risate, pallottole, insane peripezie, esplosioni incontrollate e quel sano gusto per l’incredibile. Da Londra a Tokyo, dall’America centrale ad Edimburgo, da un bunker segreto in Azerbaigian alle strade di Tblisi, Fast & Furious 9 – The Fast Saga diventa un western da strada dove i duelli si combattono a colpi di NOS e i fantasmi del passato tornano a rivivere come per magia (e il ritorno di Sung Kang nel ruolo di Han pare fondamentale per lo sviluppo futuro), mentre il viaggio di Dom è lastricato dai tormenti di non aver fatto abbastanza, e che il futuro deve essere necessariamente riscritto prima che sia troppo tardi. Del resto, in mezzo al tripudio dell’assurdo, la variabile davvero impazzita continua ad essere il tempo, che corre più veloce di una Dodge Charger nera. Forse.

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Qui la nostra intervista a Justin Lin a cura di Andrea Morandi:

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