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Dalla tv ai fumetti: i neon di Miami Vice sono più fluo che mai

Le avventure comics di Sonny e Rico ci (ri)portano in una Miami che non abbiamo smesso di sognare

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Chi l’ha detto che la serialità – alla base dell’intrattenimento contemporaneo che mira al successo prolungato – è adatta solo al cinema e, naturalmente, alle serie televisive? Ci sono tanti modi per raccontare una storia, allargandone i confini, facendone un universo sconfinato, che oltrepassa lo schermo per arrivare fino alla carta stampata. Tra l’altro, è opinabile anche l’idea che le serie, oggi, stiano vivendo la loro epoca d’ora. Se diamo uno sguardo al passato (Ottanta, Novanta, anche primi Duemila), troviamo molti esempi di grandissime serie che, tutt’ora, influenzano quelle moderne. Qualche nome? Supercar, Visitors, Magnum P.I., Starsky and Hutch, Mork e Mindy, fino a Twin Peaks, E.R. e Buffy. E no, non ci siamo scordati il titolo su cui vogliamo piombare, a sirene spianate e finestrini abbassati: Miami Vice.

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Quel logo, il fucile a canne mozze, la giacca bianca.

Una serie, andata in onda negli Anni Ottanta, che ha segnato un genere, dettando i canoni dei buddy movie, del rapporto d’amicizia maschile. James ”Sonny” Crockett e Ricardo ”Rico” Tubbs, Don Johnson e Philip Michael Thomas, nella loro Miami fluorescente, sono quello che avremmo sempre voluto essere, influenzando il modo di parlare e di vestire, rendono più maschile che mai una giacca rosa o un completo fucsia. Avanguardisti, potremmo dire, in un’accoppiata – un bianco e un nero – a rappresentare il volto (unico) di una certa America. Ma, questo, è un altro discorso e, addentrandoci nel caso vero e proprio, l’eco di quello show, con le missioni pericolose, il senso del dovere, l’aria da sbruffoni del due, oltre essere citata trasversalmente un po’ ovunque (il videogioco Grand Theft Auto: Vice City è un chiaro omaggio), si è espansa anche sulle pagine dei fumetti, in un paio di collane pubblicate dalla Lion Forge.

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Miami Vice e gli Anni Ottanta a fumetti

Inedita in Italia (ma non preoccupatevi, i numeri sono reperibili su eBay) e uscita nel 2014, la serie comics di Miami Vice si sdoppia in due: Miami Vice: Remix, ambientate in epoca corrente, e la semplice Miami Vice che, pensate un po’, segue la story-line della televisione. Dietro il progetto, direttamente la NBCUniversal, intenta ad allargare la strada di Sonny, Rico e della loro indimenticabile (e cafonissima) Ferrari Testarossa pittata di bianco.

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Le cover della serie Remix.

Infatti, nelle due serie a fumetti, si ritrovano tutti quei particolari che hanno fatto dello show creato da Anthony Yerkovich e prodotto da Michael Mann (sì, possiamo dirlo: il film del 2006 con Colin Farrell e Jamie Foxx è molto meglio di quanto ricordiate, con quella mitica scena iniziale accompagnata da Numb/Encore dei Linkin Park e Jay-Z) un manifesto di puro, divertente, caldissimo intrattenimento, scritto da Joe Casey (le sue storie dietro gli X-Men e Iron-Man) e disegnato Jim Mahfood (ha firmato l’adattamento a comics di Clerks), per quanto riguarda la serie Remix, e Jonothan London, con Geanes Holland e Carl Reed, per la continuous series.

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I forsennati disegni di Miami Vice: Remix

Sfogliando le storie, osservando le tavole, viene fuori prepotente tutto il fascino fluo, eccessivo, sexy e bollente degli Anni Ottanta – ma è anche interessante scoprire Sonny e Rico in versione moderna, raffigurati da nervosissimi disegni ultra-pop –, con quelle storie che, dalla tv, passano nei fumetti, in un circolo di influenze pressoché illimitato. Cinque sono i numeri Remix, otto quelli della serie classica, incentrata su una storia di droga legata ad un potente boss di Miami. Perché, anche se Sonny e Rico hanno i contorni di disegni saturi, alcune cose non possono cambiare: le belle donne, i Rolex al polso, il cielo di Miami, rigorosamente senza stelle. Con quelle luci al neon che, sia su video che su carta, continuano ad illuminare generazione dopo generazione.

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