in

Coach Carter, il basket e l’importanza della determinazione

Samuel L. Jackson, Channing Tatum e una storia vera di etica e riscatto da riscoprire

ROMA – Negli Stati Uniti, la disciplina corporea – e quindi le regole sportive – è importante quanto la disciplina mentale. Fin dalle High School gli studenti sono invogliati a fare sport e, non a caso, le leghe collegiali rappresentano un trampolino di lancio verso le professionistiche, trovando enorme riscontro sia mediatico che di pubblico. Però, per diventare campioni, bisogna prima far sudare la testa, serve applicazione, nella vita e con la palla. E lo sa bene il coach Ken Ray Carter, allenatore della squadra di basket della Richmond High School, tra gli anni Novanta e inizio Duemila, che prima degli schemi e degli esercizi, pretendeva dai propri players un’intransigente rettitudine scolastica. La storia di Ken Carter, tra drammi personali e applicazione sportiva, ha ispirato Coach Carter, inedito da riscoprire in streaming (lo trovate qui su CHILI) uscito nel 2005 e diretto dalla mano di Thomas Carter, reduce dal successo di Save the Last Dance.

Samuel L. Jackson a bordo campo nei panni di Ken Carter. Dietro a lui, Channing Tatum.

La pellicola – co-prodotta da MTV Films, in un periodo in cui alternava successi come Zoolander a flop come Crossroads, fino a gioielli indie come Napoleon Dynamite – traccia il percorso di Ken Carter (interpretato da un emozionante e sempre grande Samuel L. Jackson) e del suo ritorno alla Richmond High School che aveva frequentato molti anni prima, non senza difficoltà, come coach degli Oilers. La squadra, formata da un manipolo di ragazzi problematici, con famiglie al limite della distruzione e una strada propensa alla criminalità, all’inizio sembra restia alle parole di Carter, ma poi troverà in lui un mentore capace di motivarli e allenarli, sia nella pallacanestro che nella vita.

Sudore e sacrificio: gli insegnamenti di Samuel L. Jackson in Coach Carter.

Potente ed emozionale, tra una sequenza giocata e un insegnamento di vita Coach Carter mostra come un giovane atleta dovrebbe approcciarsi allo sport, di come dovrebbe sacrificarsi al lavoro sul campo non prima di aver acquisito gli insegnamenti a scuola. Perché l’etica dello studio e della cultura non può, e non deve, valere meno di un tiro da tre punti a un secondo dalla sirena. Del resto, come insegna Coach Carter anche il futuro all’apparenza più buio può invece essere illuminato dalla speranza e dallo sport. A patto non si perda mai di vista il faro dell’etica, della lealtà, della correttezza. E quindi, mai come oggi: «No pain, no gain, guys…». 

Trovate il film qui, se invece volete leggere altri SportCorn, sono qui

  • Qui una clip di Coach Carter:

Lascia un Commento

maria valverde

Da Melissa P. a Galveston, tra Madrid e Dudamel | Il viaggio di María Valverde

jim-carrey

Memoirs and Misinformation | Jim Carrey smonta il mito di Hollywood con un libro