in

Bruno Bozzetto: «Minivip e Supervip, i miei eroi gentili in un mondo maleducato»

Il maestro italiano e l’illustratore Grégory Panaccione: ad Hot Corn il racconto de Il Mistero del Via Vai

bruno bozzetto

Era il 1968, al cinema usciva un piccolo, grande cult dell’animazione italiana: Vip – Mio Fratello Superuomo. La storia? Un po’ parodia, un po’ satira, un po’ j’accuse allo stile di vita moderno, con la stirpe dei Vip a proteggere il mondo dalle nefandezze. Dietro ai disegni, nonché alla sceneggiatura e alla regia, un icona dell’arte del fumetto: Bruno Bozzetto. Oggi, a cinquantanni esatti da quel film, arriva un ideale sequel: Minivip & Supervip – Il mistero del Via Vai. Niente sala cinematografica ma libreria, sotto forma di una splendida graphic novel edita dalla Bao Publishing. Le illustrazioni, per l’occasione, sono curate da Grégory Panaccione. Disegnate, naturalmente, sulla storia scritta da Bozzetto. «Non ho cercato di modernizzare i personaggi», dice Panaccione, «Tutto è avvenuto in modo quasi inconscio. Umani o supereroi, l’importante è che il lettore si affezioni». Una storia dal piglio necessario ed ecologista, con una Terra avvolta da una grigia nube di smog, e con Minivip e Supervip alle prese con strani aggeggi galattici, Api Regine e uno spassoso gorilla. Così, Hot Corn ha intervistato proprio il maestro Bruno Bozzetto, in una chiacchierata che ha toccato il mondo del fumetto, l’animazione italiana e, addirittura, il suo ultimo film da regista Sotto il Ristorante Cinese, datato 1987 e, come detto da Bozzetto, «Scritto di getto, dopo aver visto Ritorno al Futuro…». E, magari dopo aver letto ll mistero del Via Vai, potrebbe essere il film adatto da recuperare…

Minivip & Supervip – Il Mistero del Via Vai
Bruno Bozzetto e Grégory Panaccione con i due Vip.

LA GENESI «Dietro Minivip & Supervip – Il Mistero del Via Vai c’è stata molta casualità. Conoscevo bene il disegnatore, Grégory Panaccione: lo stimo, mi piace come disegna. Aveva fatto della graphic novel importanti in Francia. E ricordo che mi disse: “Sto finendo un lavoro, poi sono libero, se hai idee, portiamole avanti…” Beh, io alle Graphic Novel non ci avevo mai pensato, però poi mi è tornata in mente la sceneggiatura che avevo preparato per il sequel di Vip – Mio Fratello Superuomo che non è mai diventata un film. Il motivo? Produrre un film d’animazione, oggi, è una cosa complicata, impossibile trovare finanziamenti, e quella sceneggiatura è rimasta in un cassetto. Così l’abbiamo ripresa e tagliata un pochino».

Minivip & Supervip – Il Mistero del Via Vai
Minivip & Supervip – Il Mistero del Via Vai, una vignetta.

IL CONFRONTO «L’animazione in Italia? C’è da dire che subisce una grande invasione dall’estero. Una volta c’era solo Disney. Ma, la cosa principale, è che i loro prodotti, tipo Pixar, sono realizzati con una qualità assoluta. Competere con loro è difficile, già nel trovare lo spazio al cinema. Un produttore, con un’idea non proprio per bambini, qui fa difficoltà. Non scordiamo che i successi più belli sono quelli ideati per tutti: Up, Toy Story, Alla Ricerca di Nemo, hanno sempre una parte della storia che non è comprensibile dai bambini. In Italia si insiste, a parte qualche eccezione come Gatta Cenerentola, su un linguaggio ancora acerbo. Bisogna parlare ad un pubblico totale. E mi auguro che vedendo il fumetto finito, magari, qualcuno decida di farne un film».

Minivip & Supervip – Il Mistero del Via Vai
Supervip in azione.

LA DIFFERENZA «Siamo sempre un po’ indietro: in Francia ci sono mille e cento librerie specializzate in graphic novel. In Italia? Poco più di un centinaio. All’estero c’è un aiuto che arriva da tante fonti, noi siamo lasciati soli, anche nel cinema. Lì credono in questi mezzi: alcune graphic novel sono dei capolavori assoluti».

Minivip & Supervip – Il Mistero del Via Vai
Spot pubblicitari…

RISTORANTE CINESE «Un ritorno al cinema classico? Sì, dopo Sotto il Ristorante Cinese ci avevo pensato. Oggi no, adoro quel mestiere ma è faticoso, quando leggo certe opinioni cattive mi arrabbio, non sanno il lavoro immane che c’è dietro un film a basso budget. Si può sbagliare ma bisogna rispettare, appunto, il lavoro e la passione, di quei film senza finanziamenti importanti, con un lavoro costante giorno e notte. Insomma, l’esperienza è stata bella, fu un tentativo, vidi Ritorno al Futuro e rimasi folgorato, così con quel film volli giocare con una storia tra fantasia e fantascienza. Vedo un film al giorno, amo il cinema, eppure no, oggi non mi rimetteremi mai dietro la macchina da presa per una pellicola dal vero.»

Minivip & Supervip – Il Mistero del Via Vai
La satira di Bozzetto e la soluzione allo smog.

SUPERPOTERE «Gli eroi come i miei VIP? L’eroe più grande è la persona educata. E che abbia buon senso. Non c’è bisogno di cose particolari, bisogna tornare ad un comportamento rispettoso, con buon senso, senza il concetto di sopraffazione. Siamo su una brutta strada e, oggi, ammiro gli educati. Di eroi poi ce ne sono tanti. Come quelli che portano avanti quello in cui credono, con passione, nonostante le pesanti difficoltà che si palesano. Dobbiamo aiutare chi lavora, non punirli…».

Lascia un Commento

Terry Gilliam: «La vita può essere ripetitiva, i sogni mai. Per questo amo Don Chisciotte»

Big, tra Pinocchio e Peter Pan: perché trent’anni dopo la magia è ancora intatta