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Benedetta | Il genio di Paul Verhoeven e un film che fa (già) discutere

Il regista olandese torna a Cannes con la storia di una mistica suora gay. In US distribuito da IFC Films

Benedetta di Paul Verhoeven

ROMA – Quando Thierry Frémaux ha scelto i film in Concorso a Cannes 74 deve aver pensato “Questo è un film girato tre anni fa. Ma a girarlo è stato Paul Verhoeven, allora forse è il caso di metterlo nella Official Selection”. Eh già perché Benedetta, scritto e diretto dal controverso e geniale regista olandese ha avuto una produzione decisamente travagliata, o per meglio dire complicata da un’inaspettato ritardo. Il film, che è basato sul saggio di Judith C. Brown – Atti Impuri – Vita di Una Monaca Lesbica nell’Italia del Rinascimento –, racconta la vita di Benedetta Carlini (interpretata da Virginie Efira), suora che, in piena epidemia di Peste nella Toscana del XV Secolo, entra in un convento, iniziando una storia d’amore con un’altra donna. Non solo, fin da giovane sembrerebbe capace di compiere miracoli.

Virginie Efira è Bendetta
Virginie Efira è Bendetta

La produzione del film, decisamente discusso visto il tema, è iniziata subito dopo il successo di Elle (altro titolo molto chiacchierato), con lo script passato da Gerard Soeteman (per lui il film era troppo sessualizzato) a David Birke divenuto co-autore insieme a Verhoeven. La benedizione – è il caso di dire – arrivò poi dall’autrice del saggio, lodando la storia sapientemente intrecciata tra religione, fede, sessualità e morte. Girato in parte in Toscana e in parte presso l’Abbazia di Le Thoronet, nel sud della Francia, Bendetta sarebbe dovuto essere a Cannes già nel 2019, ma un ritardo di post-produzione nonché un’intervento chirurgico subito dal regista fece slittare tutto al 2020 e poi, causa crisi sanitaria, al 2021.

Sul set con Paul Verhoeven
Sul set con Paul Verhoeven

Paul Verhoeven, da Basic Instinct a Flesh and Blood fino a Benedetta, ha sempre trattato l’omosessualità e, in un’intervista rilasciata a Variety, ha detto che L’omosessualità fa parte della vita, quindi dovrebbe far parte delle nostre opere. Perché dovrei ignorarla? È lì. Una certa parte della popolazione è bisessuale o omosessuale o transgender, questa è la realtà. E ci torno sopra perché è una parte normale della vita”. Senza ombra di dubbio, però, vista la (cattiva) abitudine di tirare dentro polemiche e dibattiti, bollando tutto come shock, Benedetta – con o senza Palma d’Oro – è sicuramente il titolo più discusso di Cannes 74. E per questo imperdibile.

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Qui il trailer originale del film:

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