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Alan Arkin: «L’America? Non sa amare, preferisco i sapori di Sorrento e la bellezza di Firenze»

L’Italia, Los Angeles, la vecchiaia, una nuova serie su Netflix: l’attore si racconta ad Hot Corn

LOS ANGELES – Nella nuova serie Netflix, Il Metodo Kominsky – in onda dal 16 novembre e scritta da Chuck Lorre di The Big Ben Theory –  Alan Arkin è Norman, l’agente nonché amico dell’attore e insegnante di recitazione Sandy Kominsky, ovvero Michael Douglas. Una serie spassosa ma tragicomica, come in un certo senso, lo è il tema dell’invecchiamento. Ma se nello show vediamo Norman e Sandy girare angoli storici di Hollywood, come il ristorante Musso & Frank Grill, in realtà Alan Arkin, 84 anni, Oscar per il ruolo del nonno sprint in Little Miss Sunshine, mal sopporta Los Angeles, che chiama “La città dei sogni spezzati”. «Finito il lavoro, scappo da questo posto il più velocemente possibile», confessa a Hot Corn quando lo incontriamo qui a Los Angeles, al Four Seasons di Beverly Hills. A sostegno della tesi, cita Frank Lloyd Wright: «Qualcuno deve avere appeso gli Stati Uniti dalla parte della Costa Est e dato una bella sgrullata; tutto ciò che era slegato dal resto, è caduto su Los Angeles». E così scopriamo che Arkin, oltre alla sua New York, ha un altro grande amore: l’Italia.

il metodo kominsky
Alan Arkin e Michael Douglas ne Il Metodo Kominsky.

FELLINI E GLI ITALIANI «Gli americani? Forse sto generalizzando, ma credo che non siano molto bravi a lasciarsi andare, anche se io e mia moglie non soffriamo questo problema. Credo di essere più libero del mio personaggio nella serie nell’esprimere i sentimenti. Di certo non ho mai visto un italiano avere problemi del genere. Sono un amante dei film di Fellini e pensavo che quei personaggi fossero un’invenzione. Poi, la prima volta in Italia, sono andato allo zoo e ho osservato la persona che dava da mangiare ai rinoceronti: diceva cose assurde e divertenti, era incredibilmente plateale nella sua performance. E ho pensato: “Oddio, ma allora ogni italiano è un attore di Fellini!”».

In Argo, insieme a Ben Affleck e John Goodman.

TORNA A SURRIENTO «Qui a Los Angeles non vedo nessuno veramente felice. Tutti si chiedono se riusciranno ad arrivare dove sperano o come manterranno un determinato status, una posizione, un’immagine. È una vibrazione differente da quella di posti in cui la gente è in grado di divertirsi, come ad esempio Sorrento. Pensare che neppure ci volevo andare a Sorrento. Mi ricordava quella vecchia canzone sentimentale, Torna a Surriento, e non mi attirava. Poi fortunatamente l’autista mi ha convinto, e una volta arrivato non volevo più andarmene. Avrei passato il resto della mia vita seduto al tavolo di un bar a sorseggiare cappuccino e dire ai passanti: Buongiorno! (e lo dice in italiano, nda)».

Il ruolo dell’Oscar: con Abigail Breslin in Little Miss Sunshine.

LE DONNE «Un particolare che ricordo? A volte mi capita di vedere delle donne, mentre passeggio per Roma, e di pensare: “Dio che bella”. Poi guardo meglio e mi rendo conto che non è esattamente così, non sono necessariamente delle donne bellissime, ma è il loro portamento e la sicurezza che emanano a farmelo pensare. Mi succede anche a Parigi e altrove in Europa, ma difficilmente qui nella mia America…».

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Alan Arkin e Sarah Baker ne Il Metodo Kominsky.

FIRENZE «La prima volta che sono andato a Firenze era anche uno dei tanti momenti in cui mi sentivo triste per la razza umana. Sono arrivato nella città e ho pensato: ma allora c’è ancora speranza per l’umanità! Essere travolti da tutta quella bellezza infinita mi ha dato un nuovo senso di possibilità che non ho sentito altrove…».

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Qui il trailer de Il metodo Kominsky:

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