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Addio Miloš Forman, irregolare capace di piegare anche Hollywood

Da Qualcuno volò sul nido del cuculo a Larry Flynt: perché fu davvero un autore enorme

Qualcuno volo sul nido del cuculo, certo. Ma quello fu solo uno dei molti vertici raggiunti da un uomo che – come pochi altri nel cinema del Novecento – riuscì a mescolare generi e stili, cambiando per certi versi addirittura la percezione di film d’intrattenimento. Da Taking Off in poi, ovvero dal suo arrivo in America dopo la Primavera di Praga e la fuga dalla sua Cecoslovacchia, i film girati da Miloš Forman – scomparso a 86 anni – furono sempre opere complesse, potenti ma allo stesso tempo accessibili in un decennio – gli anni Settanta – in cui il pubblico sceglieva e non veniva ancora scelto come accade spesso oggi. Qualcuno volo sul nido del cuculo fu il secondo film nella storia del cinema a vincere i cinque Oscar principali (film, regia, sceneggiatura, attore e attrice) e incassò oltre cento milioni di dollari, ma non furono certo i numeri i suoi meriti principali.

Con Jack Nicholson sul set di Qualcuno volò sul nido del cuculo.

Provate a riguardarlo oggi: è un film struggente, amaro, cattivo, un’opera assolutamente anarchica che picchia duro su una società in cui chi non abbassa il capo diventa automaticamente un reietto: «Ma che cosa vi credete di essere, vacca troia? Pazzi? Davvero? Invece no. E invece no. Voi non siete più pazzi della media dei coglioni che vanno in giro per la strada, ve lo dico io», gridava Randle Patrick McMurphy alias Jack Nicholson – il ruolo della vita – cercando di scuotere uomini tenuti in vita solo da pillole e cattivi consigli, ma nessuno oggi deve dimenticare che Qualcuno volò sul nido del cuculo non era un titolo indipendente da circuiti d’essai prodotto da qualche figlio di miliardari come gli Ellison, ma un film prodotto dalla Warner Bros.

Un ritratto di Forman sul set.

Basterebbe il Cuculo, invece Miloš Forman fu tante altre cose, sbagliando pochissimi film, dai ragazzi di Hair al Wolfgang Amadeus Mozart di Amadeus, tra Gli amori di una bionda e due lavori che nella filmografia di qualsiasi altro regista sarebbero considerati due capolavori assoluti, mentre nella sua risultano opere quasi minori, purtroppo poco citati: Larry Flynt – Oltre lo scandalo (1996) e Man on the Moon (1999), con, rispettivamente Courtney Love e Jim Carrey portati a livelli attoriali mai più raggiunti, altri due schiaffi in faccia alla normalità, al buon senso e a qualsiasi cosa dovrebbe significare.

Courtney Love, Miloš Forman e Edward Norton sul set di Larry Flynt.

Miloš, Miloš, Miloš, pazzo irregolare capace di fondere contenuto e intrattenimento, riflessione e spettacolo, divi e comprimari, sempre capace di fare di testa sua, impermeabile a mode e consigli. Alla fine Forman ha scritto la storia del cinema a modo suo, senza mai scendere a compromessi, ennesimo esempio che i grandi non seguono mai, si fanno solo seguire. «Lei pensa che la sua mente abbia qualcosa che non va?», chiedeva il dottor Spivey a Nicholson in Qualcuno volò sul nido del cuculo. E lui, ghigno e sguardo beffardo: «No signore, è una meravigliosa stupenda macchina della scienza». Addio Miloš e grazie di tutto. Ci hai insegnato che la vera normalità è essere diversi.

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