ROMA – Con Lupin the IIIRD – The Movie: La Stirpe Immortale, Takeshi Koike riporta sul grande schermo l’anima più adulta, sensuale e graffiante del mondo di Monkey Punch, firmando il primo lungometraggio animato in 2D dedicato a Lupin a uscire nelle sale dopo quasi trent’anni. Un ritorno attesissimo, che riallaccia i fili con la tradizione e al tempo stesso reinventa l’immaginario del ladro gentiluomo e della sua storica banda. Tra i personaggi più amati c’è ovviamente Fujiko Mine: icona indiscussa, femme fatale, enigma eterno. A darle voce – e anima – in Italia da anni è Alessandra Korompay, che ha accompagnato la sua evoluzione attraverso stagioni, serie e reinvenzioni stilistiche. In vista dell’uscita del film, abbiamo chiesto proprio a lei di raccontarci questo nuovo capitolo, cosa rende Fujiko immortale e come si costruisce, dietro un microfono, una delle figure più magnetiche dell’animazione giapponese. Ecco cosa ci ha detto.
Fujiko è un personaggio che attraversa generazioni e linguaggi. Qual è, secondo te, l’elemento che la rende ancora oggi così contemporanea e magnetica?
«Il successo di Fujiko secondo me è dato dalla sua prorompente femminilità, dalla sua innata indipendenza, dalla sua furbizia e risolutezza, dalla sua camaleontica capacità di adattarsi a qualsiasi situazione, e poi, laddove non riesce, finge di avere bisogno di Lupin abbindolandolo a suo piacimento. Queste sono qualità che non tramontano mai».
La Stirpe Immortale segna il ritorno al cinema di un lungometraggio 2D dopo quasi trent’anni. Cosa hai provato nel ritrovare Fujiko in un progetto così importante e con un tono così più maturo rispetto ai lavori precedenti?
«Beh, sono felice di constatare che i disegnatori e sceneggiatori abbiano saputo trasformare e adattare il personaggio a un ruolo più maturo e completo. Mi piace molto doppiare Fujiko. È una bella prova di abilità: riuscire a trasmettere tutte le sue doti».
Lo stile di Takeshi Koike è più sensuale, graffiante e cupo rispetto all’immaginario classico di Lupin. Questo look influenzato noir ha modificato il tuo modo di interpretare la voce di Fujiko?
«Sì, ho cercato di renderla ancora più decisa di sé, risolutiva ed energica, e sempre sensuale ovviamente».
Nel film tornano dinamiche storiche: il rapporto tra Fujiko e Lupin, la tensione con la banda, il ritorno di un antagonista iconico come Mamo. C’è un momento o un’interazione che ti ha colpita particolarmente mentre lo doppiavi?
«A me piace sempre tantissimo come lei riesca a gestire le mille situazioni in cui si ritrova. È sempre molto divertente e stimolante».
Hai accompagnato Fujiko in molte incarnazioni diverse. Guardando a questo nuovo capitolo, cosa senti di aver scoperto o aggiunto di nuovo nel dare voce a un personaggio che ormai fa parte della tua vita artistica?
«Sì, ormai veramente Fujiko fa parte di me. Diciamo che non ho scoperto nulla di nuovo, ma con il passare del tempo e la maturità ho cercato di rendere queste sue mille sfaccettature ancora più evidenti, avvolgenti e totalitarie e spero di esserci riuscita. Ci tengo molto a lei! È la donna ideale che vorrei essere…»
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