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Yuppies | Milano, gli Anni Ottanta e quella commedia che graffia ancora oggi

Quattro fanfaroni e un film che continua a segnare un’epoca. Il segreto del suo successo? La libertà…

Il segreto della longevità praticamente infinita di certe commedie, ce la da lo stesso Jerry Calà. «In quei film, le nuove generazioni, trovano una libertà che oggi non c’è…». Ed è vero, perché in Yuppies – I Giovani di Successo, così come in tante altre pellicole Anni Ottanta, la comicità era rimarcata da un senso acceso di spensieratezza senza freni, pur restando ancorata alla realtà che le circondava. E chi, meglio di Carlo ed Enrico Vanzina, ha saputo marcare, divertire ed intrattenere con i vizi e le virtù degli italiani?

Milano capitale: Calà con Greggio, Boldi e De Sica in Yuppies

Così quel film, che ha superato (e non si direbbe) la soglia dei trent’anni – anzi, lo potete (ri)vedere qui su CHILI, magari dopo la rimpatriata al Festival di Cinema e Televisione di Benevento, dove ci saremo noi di Hot Corn insieme a Massimo Boldi, Jerry Calà, Corinne Cléry ed Enrico Vanzina –, diventa la testimonianza di un periodo sociale incredibile e, forse, irripetibile. Dall’America (ovviamente) arrivò la moda di questi yuppies dalla giacca blu con il sogno di Wall Street, creando anche in Italia, soprattutto a Milano, una corrente nuova, spinta dal fare e dal creare.

Ezio Gregio, Jerry Calà, Massimo Boldi e Christian De Sica a Cortina per Yuppies

Allora, quell’edonismo misto al divertimento, è stato rivisto dall’occhio attento dei Vanzina, facendo di Yuppies il perfetto manifesto della Milano da bere. La storia? Ricorderete, è quella di quattro rampanti ragazzotti, ossessionati dalla finanza e da uno stile di vita alla moda, interpretati da Christian De Sica e Jerry Calà, da Ezio Greggio e da Massimo Boldi. Insieme, si invischieranno in tradimenti, promozioni lavorative, boriosi visconti e camicie bianche.

Compagni di viaggio: Jerri Calà, Ezio Greggio, Massimo Boldi e Christian De Sica

Qualcuno, all’epoca, la chiamò commedia di costume, altri la misero, di diritto, nella satira. E, quel quartetto, irresistibile anche per la sincera amicizia fuori dal set, divenne la sintesi della realizzazione sociale, in un quadro farsesco dalla risata pronta e contagiosa. E ci sono gli Anni Ottanta italiani, in Yuppies. C’è la musica pompata e disco-glitter dei Propaganda e degli Opus, insieme a Sandy Marton e i Modern Talking. C’è Milano e c’è Cortina, c’è l’arrivismo d’accatto, c’è quella sensazione che tutto, in un modo o nell’altro, è concesso.

Boldi e De Sica in Yuppies

Dunque, anche nel cinema, la commedia allenta i freni inibitori, riversando in un’ora e mezza di film brutture e bellezze di quel periodo, senza addolcire nulla. Anzi, gettando un’occhiata severa contro la boria borghese. Il pubblico e la critica, in particolar quella più attenta, se ne accorse subito. Diventato quasi subito un cult, Yuppies, uscito nel marzo del 1986, fu il sesto film italiano più visto in sala, generando, sempre lo stesso anno, un sequel Yuppies 2, anche questo campione d’incassi e, se vogliamo, dalle dinamiche comiche ancor più esasperate. Del resto, il segreto del suo graffiante divertimento è, ancora oggi, quella libertà cinematografica, che non ti fa cambiar canale ogni volta che passa in tv. Proprio come fosse la prima volta.

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