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Vinili, classifiche e amori finiti | Nick Hornby e la malinconia di Alta Fedeltà

Jack Black, John Cusack, Bruce Springsteen e un cult che insegna (anche) a vivere…

Da Londra a Chicago, dall’Inghilterra agli Stati Uniti: questo è l’unico vero grande tradimento che Stephen Frears e gli sceneggiatori del film hanno fatto a Nick Hornby per l’adattamento del suo meraviglioso Alta fedeltà. Perché, per il resto, l’anima del libro resta intatta. Come visto in Juliet Naked, non è facile riuscire a cogliere l’ironia un po’ fatalista, quello spirito “ossessivo-compulsivo” da musicologo militante, la magnifica amarezza che porta il protagonista, Rob Gordon, a ricordare tra malinconia e affetto le fidanzate del passato. Un piccolo miracolo che rende probabilmente questa trasposizione una delle più fedeli mai realizzate nei confronti di un romanzo tanto amato.

John Cusack e Jack Black in una scena di Alta Fedeltà.

Il regista è quello giusto: il british Stephen Frears maneggia con professionalità il tema del feticismo per i vinili e nello stesso tempo conosce i ritmi e i colpi di scena che devono caratterizzare i saliscendi di una storia d’amore al passo con i tempi. Il protagonista è semplicemente perfetto: John Cusack è il quarantenne romantico ideale, diventato grande troppo presto, che fatica ad abbandonare il sacro fuoco adolescenziale del rock’n’roll. Un uomo che deve calibrare gli affetti per le belle ragazze e il desiderio di una quotidianità serena, che non lo renda eccessivamente impegnato e che appaghi la sua ineliminabile passione: la musica.

Lisa Bonet e John Cusack in una scena del film di Stephen Frears.

Proprietario di un piccolo negozio di dischi, tenta anche un’improbabile incursione da produttore, ma alla fine si ritrova sempre lì, insieme ai suoi due dipendenti “snob” (strepitosi Jack Black e Todd Louiso) a stilare top 5 su ogni cosa possa venirgli in mente. Quali sono le migliori canzoni d’apertura di un album? E le migliori canzoni sulla morte? Ma quello che piace di più al lettore di un libro di Hornby, e anche allo spettatore di un film di Frears, è la trasposizione del proprio capriccio nerd alla vita privata: quali sono le cinque storie d’amore che hanno lacerato di più il cuore di Rob Gordon?

Si parte dalle origini, dai primi fugaci innamoramenti per le compagne di scuola e si arriva fino all’ultima fidanzata Laura (la brava attrice danese Iben Hjelje), paziente e affezionata alle manie di Rob, ma pur sempre con una capacità di sopportazione limitata. E i momenti più comici e intelligenti di questo delizioso film sono proprio i “viaggi mentali” che questo piccolo eroe del quotidiano dedica ai nuovi rapporti sentimentali e sessuali della sua ex dolce metà, fantasticando addirittura di ricevere in aiuto i consigli privati del Boss Bruce Springsteen, utilizzando frasi delle sue canzoni, come se fosse l’unico psicologo in grado di guarire la malattia dell’amore.

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