VENEZIA – Con Un anno di scuola, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia, Laura Samani torna a interrogare i rapporti di potere e le dinamiche identitarie che accompagnano l’adolescenza. Ambientato a Trieste nel 2007, il film segue Fred, diciottenne svedese che approda in una classe composta esclusivamente da ragazzi. La sua presenza sconvolge l’equilibrio di tre amici inseparabili, trasformando l’ultimo anno scolastico in un territorio di desideri, rivalità e compromessi.
Il film si concentra sul difficile percorso di una ragazza che vuole essere accettata da un gruppo maschile, ma che viene costretta a rinunciare a parti di sé pur di entrare a farne parte. Questa tensione riflette un’asimmetria ancora radicata: i corpi maschili percepiti come potere e azione, quelli femminili ridotti a oggetti di giudizio e apparenza.
Samani traduce sullo schermo un’esperienza personale e collettiva, quella di crescere come unica donna in un contesto maschile, tra il fascino dell’inclusione e la pressione costante di non poter esprimere liberamente i propri desideri. Attraverso Fred, il film racconta il peso delle scelte imposte, la paura dell’esclusione e la forza necessaria per affermare la propria identità.
Protagonista del racconto è Stella Wendick, che dà vita a un personaggio complesso e autentico, incarnando con delicatezza la fragilità e il coraggio di una giovane donna che cerca il suo posto in un mondo che sembra negarglielo.
Un anno di scuola diventa così più di una storia di amicizia e adolescenza: è un film che parla del corpo, del desiderio e della possibilità di crescere liberi, restituendo centralità a un tema ancora urgente. Intervista di Dario Cangemi.
- VIDEO | Guarda qui l’intervista completa a Laura Samani e Stella Wendick:
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