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Lago Film Fest chiude l’edizione dei record: il cinema indipendente riparte dalle persone

Otto giorni di proiezioni, oltre cento film da 33 Paesi, una comunità internazionale e una campagna dedicata a Kevin Bacon diventata il simbolo di un festival che mette al centro le relazioni umane.

ROMA – Si chiude con numeri da record e una forte vocazione internazionale la XXII edizione di Lago Film Fest, che per otto giorni ha trasformato il borgo di Revine Lago in un punto di riferimento per il cinema indipendente europeo. Oltre cento film provenienti da 33 Paesi, migliaia di spettatori, professionisti del settore e un fitto calendario di eventi hanno confermato la crescita di un festival che continua a distinguersi per la capacità di creare incontri prima ancora che semplici proiezioni.

L’edizione 2026 ha affiancato ai concorsi un programma ricco di appuntamenti dedicati ai nuovi linguaggi del contemporaneo, dal documentario alla videoarte, passando per il cinema sperimentale, la realtà virtuale e le pratiche artistiche collaborative. Un percorso che ha affrontato temi come identità, memoria, ambiente, migrazioni e trasformazioni sociali, offrendo uno sguardo sul presente attraverso opere provenienti da tutto il mondo.

Grande spazio è stato riservato anche alle attività parallele che hanno animato il festival per tutta la giornata: concerti, performance, masterclass, incontri con gli autori, laboratori e la prima edizione della Lago Cine Summer School, progetto dedicato ai più giovani destinato a diventare un appuntamento stabile delle prossime edizioni. Parallelamente sono cresciuti anche i Barefoot Industry Days, che hanno riunito oltre cento professionisti del settore in un contesto informale pensato per favorire il confronto tra autori, produttori, distributori e nuove generazioni di filmmaker.

A caratterizzare questa edizione è stata anche la campagna nata attorno al nome di Kevin Bacon. Partita come un gioco ispirato alla teoria dei “Sei gradi di separazione”, l’iniziativa si è trasformata in una mobilitazione internazionale che ha coinvolto migliaia di persone nel tentativo di portare l’attore statunitense al festival. L’obiettivo non è stato raggiunto, ma il progetto è riuscito ad arrivare fino al management dell’attore, dimostrando la forza di una comunità capace di costruire relazioni ben oltre i confini del festival.

Da questa storia è nato anche un gesto simbolico: un’azienda produttrice di Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG ha deciso di dedicare una parte del proprio vigneto a Kevin Bacon, realizzando un’edizione limitata di bottiglie ispirata all’iniziativa. Un modo per raccontare come un’idea condivisa possa coinvolgere non solo il mondo del cinema, ma anche il territorio e le realtà che lo abitano.

La manifestazione si è conclusa con la cerimonia di premiazione che ha assegnato i principali riconoscimenti della XXII edizione. Il Premio Lago26 per il miglior film è andato a Ping Pong di Tianji Yu, mentre Daily Worker di Ting Su ha conquistato il Princìpî Award dedicato alle opere prime under 25. Tra gli altri riconoscimenti figurano il Premio Triveneto a El Draa di Francesco Rubattu, il Premio della Giuria Popolare a Water Sport di Whammy Alcazaren e i premi UNICEF assegnati a Bobel’s Kitchen di Fiona Rolland e Territory di Barbara Synak. Il Premio Lago Original Soundtrack è stato invece attribuito a Nessuno ci crederà per il lavoro di sound design e mix firmato da Matilde Ramini.

Più che un punto d’arrivo, la chiusura della XXII edizione rappresenta un nuovo inizio per Lago Film Fest. Un festival che continua a dimostrare come il cinema indipendente possa crescere non soltanto grazie ai film, ma soprattutto attraverso le connessioni, il dialogo e la capacità di costruire una comunità attorno alle immagini.

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