LOS ANGELES – «È la prima volta che torni volontariamente a scuola. Come ti senti?» chiede Morticia alla figlia all’inizio del nuovo anno alla Nevermore Academy. «Come se tornassi sulla scena del crimine. So già dove sono sepolti i cadaveri», risponde Mercoledì con la consueta freddezza tagliente. Bastano poche battute per capire che la seconda stagione di Mercoledì non tradirà le aspettative: umorismo macabro, atmosfere gotiche e quell’ironia affilata che ha fatto del personaggio interpretato da Jenna Ortega un’eroina gotica della Gen Z. E proprio Jenna Ortega, che in questa nuova stagione ricopre anche il ruolo di produttrice esecutiva, ci anticipa che il cuore dei nuovi episodi sarà più nero e profondo che mai: «Mercoledì ha più timore dei legami emotivi che dei mostri» ci dice. Non a caso, uno degli otto episodi sarà interamente ispirato agli slasher e ricco di citazioni ai grandi classici dell’horror.
Nata dalla mente deliziosamente contorta di Tim Burton, la serie è diventata in poche settimane una delle più popolari al mondo, fino a diventare la serie in lingua inglese più vista nella storia di Netflix. I nuovi episodi verranno distribuiti in due parti: la prima il 6 agosto 2025, la seconda il 3 settembre, sempre in esclusiva sulla piattaforma.
Oltre a Jenna Ortega nei panni della protagonista, ritroveremo volti noti: Catherine Zeta-Jones e Luis Guzmán tornano a vestire i panni di Morticia e Gomez Addams, Isaac Ordonez è Pugsley, mentre Emma Myers sarà ancora una volta Enid, la compagna di stanza dai toni arcobaleno. Tornano anche Hunter Doohan (Tyler Galpin), Moosa Mostafa (Eugene), Victor Dorobantu (Mano), Georgie Farmer (Ajax), e Luyanda Unati LewisNyawo (Ritchie Santiago).
La seconda stagione porta con sé anche delle novità nel cast: Steve Buscemi sarà il preside Dort, Joanna Lumley interpreterà nonna Hester, Billie Piper sarà Isadora Capri e Evie Templeton darà volto ad Agnes DeMille. Tra gli altri nomi, Owen Painter, Noah Taylor (Bruno Yuson), Christopher Lloyd (professor Orloff), Thandiwe Newton (dottoressa Fairburn), Heather Matarazzo, Joonas Suotamo e Haley Joel Osment. E dulcis in fundo: Lady Gaga entra ufficialmente nell’universo di Mercoledì, nei panni della professoressa Rosaline Rotwood.

La sfida emotiva di essere Mercoledì
“Amo la sua forza e la sua sicurezza. Il più delle volte, quando si analizza un personaggio o si fanno discussioni sulla sua psicologia, si cerca ciò che lo rende insicuro, timido, quel lato doloroso che non vorrebbe mai ammettere. Ma Mercoledì non ha nulla di tutto questo. È semplicemente sé stessa, chiaramente e senza scuse, ed è bello calarsi nei suoi panni. Ma anche… sto cercando il modo migliore per dirlo…è come se pretendesse tutto ciò che la circonda. Le sue qualità rendono ovvio quando qualcosa non le si addice o non è da lei. Anche quando cercavo di capire come cammina o come si muove, era evidente quando stavo uscendo dal personaggio. È come se avesse un manuale di istruzioni incorporato, il che è utile perché c’è una precisa linea guida. Ogni volta che mi sentivo persa o confusa in una scena, ripensavo a quelle caratteristiche o alla sua postura… mi immaginavo delle tazzine da tè sulla testa. A volte semplicemente uscivo dalla stanza! Abbiamo iniziato a fare anche questo: se non avevo la giusta reazione o se qualcosa era troppo brutto o orribile per Mercoledì, semplicemente uscivo dall’inquadratura. Abbiamo usato spesso questo escamotage”.
La sfida fisica di essere Mercoledì
“Forse la cosa più difficile è stata imparare a maneggiare nuove armi. Ce ne sono un paio che ho dovuto usare per la prima volta, quindi è stato un po’ complicato all’inizio, anche se mi dicono che ho imparato in fretta. C’era una specie di… non proprio un coltellino svizzero, ma qualcosa di simile. Poi un’ascia e lì dovevo essere molto precisa perché dall’altra parte c’era Hunter Doohan (che interpreta Tyler) e non volevo fargli male! C’erano anche spade e pugnali, ma quelli li ho già usati nella prima stagione”.

Lavorare con Tim Burton
“C’è tantissimo da imparare. Sono ancora relativamente nuova nel team, non ho la stessa storia di Joanna Lumley e Steve Buscemi ma quello che amo del lavorare con lui è che nulla è davvero preparato nei minimi dettagli per la giornata. È bellissimo entrare sul set, vedere come osserva e analizza ogni dettaglio… ogni giorno è una sorpresa. In una serie TV è facile cadere nella routine: stesse inquadrature, stessi schemi. Ma Tim cambia tutto. Alcuni giorni vuole fare diverse riprese da angolazioni diverse, altri giorni vuole racchiudere tutto in una sola inquadratura. Si adatta sempre alla sceneggiatura o a volte anche solo a una singola battuta. Le sue priorità sono semplicemente diverse da quelle di un regista tipico ed è affascinante da vedere”.
Vulnerabilità e amicizia
“Mercoledì ha sempre resistito alla vulnerabilità, temeva anche gli abbraccia. Ma in questa stagione è tormentata da una premonizione legata all’amore e alla possibile perdita della sua amica più cara, Enid. Ed è esattamente quello che fa Mercoledì. Alla fine della prima stagione, abbassa davvero le difese con Enid, e nella seconda stagione non vuole che le si facciano domande sul loro rapporto o sulla loro amicizia perché Enid ormai è diventata famiglia. Di solito è la più intelligente nella stanza ma non nega mai l’amore o l’odio e la passione che prova per la sua famiglia. Ed Enid entra naturalmente a far parte di quel gruppo. La cosa bella è che la gente tende a non metterla in discussione, quindi lei non deve nemmeno chiedere il permesso, fa quello che vuole e basta”.
Dalla Romania all’Irlanda
“La scenografia è uno degli elementi più importanti. Entrare nel set di Tim Burton è stato assolutamente stupendo. Abbiamo avuto il privilegio di incendiare quasi tutta la scuola alla fine della prima stagione, quindi abbiamo potuto ricominciare quasi da zero. È stato fantastico vedere questi nuovi castelli meravigliosi, coperti di muschio e ragnatele. Abbiamo anche cambiato location perché abbiamo girato in Irlanda invece che in Romania. La Romania aveva un’architettura gotica bellissima, ma anche l’Irlanda non è da meno. Molte location avevano una storia davvero intensa. In più, il nostro scenografo Mark Scruton ha potuto dare il massimo. Credo che ci fosse un livello diverso di fiducia da parte di Netflix questa volta, quindi Mark ha avuto più libertà di esplorare e di essere creativo, il che è stato meraviglioso. Tutto in Irlanda era bellissimo. Avevamo una troupe instancabile e persone davvero talentuose che ci hanno messo l’anima. L’unica vera sfida era il verde. Tutto è così verde lì! Troppo luminoso per l’atmosfera della serie. Gli Addams sembravano… vivi!”
Leggi anche:





Lascia un Commento