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Un inverno in Corea: tra desiderio, identità e silenzi | La clip esclusiva

Dall’esordio di Koya Kamura tratto dal romanzo Inverno a Sokcho, un racconto sospeso tra realtà e animazione che parla di appartenenza, corpo e incontri che cambiano tutto. Ecco la nostra clip in anteprima.

ROMA – Ci sono film che non alzano mai la voce, eppure restano addosso. Un inverno in Corea (Hiver à Sokcho), debutto al lungometraggio di Koya Kamura in arrivo nelle sale l’11 dicembre, appartiene a questa categoria rara: storie che avanzano in punta di piedi, lasciando che siano gli sguardi, i gesti, le pause a raccontare ciò che le parole non dicono.

Tratto dal romanzo Winter in Sokcho di Elisa Shua Dusapin – pubblicato in Italia con il titolo Inverno a Sokcho – il film mantiene intatta quella scrittura sottile, fatta di crepe emotive e dettagli che diventano rivelazione. Kamura la traduce in immagini fredde e ipnotiche, capaci di catturare l’inverno della costa coreana e quello, più profondo, dei suoi personaggi.

La storia prende forma nell’incontro tra Soo-Ha (Bella Kim), giovane donna franco-coreana che lavora nella cucina di un piccolo albergo, e Yan Kerrand (Roschdy Zem), illustratore francese in fuga dall’ispirazione che non arriva mai. Lui osserva, disegna, rimane ai margini. Lei gli apre, senza saperlo, il varco alla cultura locale: piatti che parlano da soli, abitudini che si imparano lentamente, spazi che si condividono prima ancora di capirli.

In quella Sokcho sospesa tra mare e terra – una città che sembra vivere sul limite, come chi la abita – nasce un legame fragile, fatto di seduzioni culinarie, di silenzi che avvicinano, di domande che bruciano piano. Soo-Ha si ritrova così a esplorare la propria identità divisa, la complessità del proprio corpo, il vuoto lasciato da un padre mai conosciuto. Yan, invece, trova in lei un riflesso inatteso della propria ricerca artistica.

A rendere Un inverno in Corea ancora più unico è la scelta registica di Kamura – autore franco-giapponese che porta nel film parte della sua storia – di intrecciare riprese dal vero e animazione. I disegni di Agnès Patron diventano la traccia visiva del mondo interiore dei protagonisti: sogni, paure, desideri che emergono come lampi in mezzo alla neve.

  • VIDEO | Guarda qui la clip in esclusiva:

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