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Tonya | Margot Robbie, Tonya Harding e la storia vera dietro il film

Craig Gillespie racconta lo scandalo sportivo che vide protagonista la pattinatrice olimpionica

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MILANO – Nel 2007, durante uno dei discorsi inaugurali della sua campagna presidenziale, il futuro presidente degli Stati Uniti d’America Barack Obama usò l’espressione «does a Tonya Harding» («fare un Tonya Harding») per riferirsi al concetto di «segare le gambe all’avversario». Un esempio di come lo scandalo sportivo che vide protagonista la pattinatrice di Portland sia entrato nel profondo dell’immaginario collettivo americano. Una vicenda raccontata con uno stile mockumentary da Craig Gillespie in Tonya.

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Una scena di Tonya

Il film con protagonista Margot Robbie si basa su una serie di interviste che la pattinatrice olimpionica e il suo ex marito concessero allo sceneggiatore Steven Rogers. «Le loro versioni della storia erano così incredibilmente contrastanti che… ho capito che c’era materiale per un film. La cosa interessante è che Jeff non aveva mai raccontato a nessuno la sua versione dei fatti», ha dichiarato Rogers, «A parte le interviste, abbiamo anche fatto un grosso lavoro di ricerca e trovato dichiarazioni di Shawn, la guardia del corpo, e di Diane. Non è facile prendere la vita di qualcuno e riassumerla in due ore, ma abbiamo lavorato sodo per trovare il giusto equilibrio tra la storia e le esigenze artistiche di un film».

Tonya Harding

Nata in una famiglia povera e disagiata, Tonya iniziò a muovere i primi passi sulle piste giacciate all’età di quattro anni spinta da una madre anaffettiva e violenta. All’età di quindici anni inizia una relazione con Jeff Gillooly che sposa una manciata di anni dopo per sfuggire alle angherie materne finendo dalla padella alla brace quando il marito inizia a picchiarla. Parallelamente prosegue la sua carriera sportiva entrando nella Storia, nel 1991, come la prima donna statunitense in grado di eseguire un triplo axel.

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Una scena del film

Peccato che le gare successive non saranno all’altezza di quel record. Sgraziata, poco amata dai giudici e con un matrimonio fallito, Tonya fatica a restare a galla e decide di lasciare il pattinaggio per tornare a Portland dove sbarca il lunario come cameriera. Ma quando la sua allenatrice storica, Diane le propone di tornare ad allenarla per le Olimpiadi del 1992, la giovane donna accetta. In quello stesso periodo torna tra le braccia del marito che, vista la reazione terrorizzata della moglie dopo aver ricevuto una lettera minatoria inizia a pensare di poter spaventare nello stesso modo Nancy Kerrigan, storica rivale della Harding fin dal suo esordio olimpico.

Tonya Harding e Nancy Kerrigan
Tonya Harding e Nancy Kerrigan

Per farlo chiede aiuto all’amico Shawn Eckhardt che, invece di seguire il piano, assolda due uomini per spezzare un ginocchio alla Kerrigan. Un’aggressione che però non va come previsto e i due maldestri sicari vengono catturati dall’FBI che, in breve tempo, mette le manette anche a Eckhardt così poco furbo da andare a vantarsi in giro di essere lui la mente dietro l’aggressione. L’uomo accusa subito Jeff Gillooly di essere il mandante mentre Tonya, che dopo l’infortunio della rivale aveva ottenuto il titolo nazionale e si era qualificata nella squadra olimpica americana, per paura di perdere tutto quello per cui aveva lavorato accusa il marito.

Margot Robbie in una scena del film

Da qui partono accuse reciproche della coppia che poco dopo scoppia mentre l’atleta si trova al centro di uno scandalo sportivo e mediatico. L’ex marito, Shawn e i due aggressori vengono condannati mentre il processo per Tonya è fissato dopo le Olimpiadi che si riveleranno un fiasco, tra siparietti con i giudici ed esecuzioni sbagliate. Una sentenza del tribunale la dichiarerà colpevole, squalificandola a vita dal pattinaggio, dopo aver ammesso di essere stata al corrente dell’aggressione ma continuando a negare di esserne stata l’ideatrice.

Tonya Harding durante le Olimpiadi del 1994

«I media l’hanno sempre dipinta come la cattiva, ma la sua vita è stata molto più complicata e tragica di quanto non sembri. Senza nulla togliere a Nancy Kerrigan, perché quello che le è successo è terribile, mi sembrava che la storia di Tonya fosse diversa da com’era stata raccontata. Volevo umanizzarla provando a mettermi nei suoi panni» ha confessato il regista. Cosa ne è stato di Tonya? Qualche altro guaio con la legge, una tappa ad Hollywood nel 1996 con Ultimo contratto di Sean Dash, un disco, una famiglia e una nuova carriera sportiva, questa volta nella boxe.

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