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The Lego Movie | Emmet e quella irresistibile avventura a forma di mattoncino

Il consiglio di Hot Corn Kids: una divertente costruzione colorata per bambini, adatta anche agli adulti

Emmet, Batman e Wyldstyle in una scena di The Lego Movie

ROMA – Senza uno degli eventi più drammatici del Novecento, oggi, probabilmente, non avremmo milioni di mattoncini simbolo di creatività, svago, immaginazione. E perché mai, direte voi? Perché il danese Ole Kirk Kristiansen durante la Grande Depressione, in crisi con gli affari, adattò la sua falegnameria a bottega di giocattoli, tutti in miniatura. Camion, trenini, veicoli vari. Era il 1932. Da lì a poco, i suoi giochi, divennero le LEGO – leg godt, ovvero gioca bene in danese – infiniti mattoncini colorati che oggi formano un impero con quasi ventimila dipendenti, sedi in tutto il mondo e quattro generazioni di giocatori. Dai 3 agli 80 anni.

Welcome to Bricksburg!

Inconsciamente e per necessità, Kirk aveva scritto la storia dei giocattoli e, ottantadue anni dopo, quel suo mondo colorato e intercambiabile è diventato un altro mondo ancora, cinematografico e divertente, che ha per capitale Bricksburg, metropoli sconfinata in cui si può, davvero, incontrare chiunque. Lo sa bene l’allegro Emmet Brickowksi, che ogni mattina, arriva al cantiere edile con il suo fumante caffè caldo, pagato ”appena” 37 dollari. Ma poco importa, perché Emmet, protagonista, appunto, di quel gioiello d’animazione che è The LEGO Movie, alla vita sorride. Sempre e comunque.

Il caffè di Emmet.

Il film, quando uscì nel 2014, fu un vero e proprio fenomeno, perfetto in tutto, compreso il marketing, tanto che gli autori, in barba all’Academy, costruirono un enorme Oscar, dopo l’assurda esclusione nella categoria di miglior film d’animazione. Del resto, gli sceneggiatori, registi e anche produttori Phil Lord e Christopher Miller, sono perfetti nell’alternare nel film live action, CGI e stop motion, e i tempi comici di Emmet e della storia di cui è protagonista, bilanciata tra risate di cuore e tanta azione. Infatti, nella colorata Bricksburg, Emmet, cittadino diligente e felice, si ritrova al centro di un’avventura più grande di lui, quando incontra casualmente Wyldstyle, trascinandolo in un’apoteosi di gag, trovate, scene, twist e sequenze pazzesche, in cui si va a giocare tra il west e lo spazio, tra il fantasy e lo sci-fi.

Batman ed Emmet.

Perché Emmet, personaggio sbagliato nel posto sbagliato, è il prescelto, colui che ha trovato il Pezzo Forte sotto il suo cantiere, diventando l’eroe per una frangia di dissidenti che vogliono scoperchiare il regime del perfido sindaco Lord Business. Così, Lord e Miller, danno il via ad un caos organizzato ma spregiudicato, dove si corre veloce, come una giostra che non si ferma mai, da cui proprio non vuoi scendere. L’uomo comune al servizio di qualcosa di mastodontico, irresistibile personaggio entrato negli annali dell’animazione e, per giunta, ”L’eroe che Wildstyle meritava”, gli dice un certo Batman, doppiato in originale da Will Arnett.

La banda di The Lego Movie.

E attenzione alle altre voci all star nella versione originale: Chris Pratt, Morgan Freeman, Elizabeth Banks, Will Ferrell, Liam Neeson, Jonah Hill, Alison Brie. Perché, se la storia è pazza, è ancora più folle incontrare nei cento minuti di durata, quelle voci famose, oltre agli eroi della DC Comics e pure quelli di Star Wars, in un gioco di cinema che si costruisce mattoncino dopo mattoncino, tra animazioni e citazioni. E sì, poi quando avete finito, potete procedere con The Lego Movie 2, altro folle viaggio, ancora più pazzo e incredibile. Possibile? Sì.

  • Volete rivedere il film? Lo trovate su CHILI: The Lego Movie
  • Qui invece potete scoprire Hot Corn Kids
  • Qui una featurette dietro le quinte di The Lego Movie…

 

 

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