SALANDRA – Si è conclusa con numeri straordinari la nona edizione di Storie Parallele Film Festival, la rassegna che dal 10 al 13 settembre ha trasformato il borgo di Salandra, nel cuore della Basilicata, in un vivace cantiere di arti e relazioni. Con oltre duemila presenze registrate nell’arco di quattro giornate, trenta opere proiettate da venti Paesi e l’incessante partecipazione di ottanta ospiti tra registi, performer e professionisti del settore, il festival ideato e diretto da Nicola Ragone si afferma come una delle realtà indipendenti più vitali del panorama nazionale.
Centrato sul tema Transizioni, l’evento ha valicato i confini della tradizionale sala cinematografica per fondersi con il territorio, portando spettacoli, proiezioni e masterclass dai vicoli del centro storico fino al suggestivo paesaggio dei calanchi. Una dimensione profondamente comunitaria arricchita dal lavoro di sessanta tra volontari e collaboratori, e soprattutto dal coinvolgimento diretto di circa cinquanta residenti, protagonisti attivi delle performance e della macchina organizzativa.
Tra i momenti più significativi dell’edizione spicca la presenza del celebre regista macedone Milčo Mančevski, che ha esplorato il territorio salandrese cogliendone l’essenza con il suo obiettivo, e la prima storica apertura del Concorso Internazionale ai lungometraggi documentari. La giuria ha incoronato vincitore Sarajevo Safari del regista sloveno Miran Zupanič, premiato per l’audacia nell’indagare la drammatica vicenda dei “turisti-cecchini” durante l’assedio della capitale bosniaca. Il Premio Speciale è andato invece a The Sound of Hope di Emanuele Michetti, mentre per i cortometraggi si è imposto La macchina continua di Ruben Gagliardini.
Con il bilancio di un successo che va ben oltre i dati di affluenza, la direzione artistica guarda già al decennale con la volontà di rendere la comunità locale sempre più co-autrice del festival. Prodotto da Fargo Produzioni in collaborazione con il Comune di Salandra e con il supporto di Urban Vision Group, Storie Parallele dimostra come dal dialogo intimo tra grande cinema e piccoli territori possano nascere autentici riti collettivi capaci di parlare al mondo intero.
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