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Silence | Martin Scorsese, la persecuzione religiosa e la storia vera dietro il film

L’opera è tratta dal romanzo di Shusakū Ēndo. Nel cast Andrew Garfield, Adam Driver e Liam Neeson

Liam Neeson in Silence
Liam Neeson in Silence

MILANO – Come in un gioco di scatole cinesi, più livelli vanno a comporre Silence, film diretto da Martin Scorsese nel 2016 con Andrew Garfield, Adam Driver e Liam Neeson. Tratto da un libro, Silenzio, scritto da Shusakū Ēndo e pubblicato nel 1966. Ma il romanzo a sua volta è ispirato, come spesso accade, alla realtà. Ēndo ha ripreso la storia delle persecuzioni a danno dei cristiani avvenute in Giappone nel XVII secolo, durante il periodo di dominazione della famiglia Tokugawa. I suoi protagonisti, allo stesso modo, si riallacciano alla realtà: il portoghese Cristóvão Ferreira, personaggio veramente esistito e Padre Rodrigues, ispirato alla figura dell’italiano Giuseppe Chiara.

Liam Neeson è Padre Cristóvão Ferreira in Silence
Liam Neeson è Padre Cristóvão Ferreira in Silence

Siamo a Nagasaki, nel 1633. Padre Ferreira si trova lì per diffondere il cristianesimo ma a Roma giunge una notizia per cui egli avrebbe rinnegato la fede e sarebbe diventato un apostata. Vengono inviati due funzionari, tra cui Padre Rodrigues, per indagare sull’accaduto e condurre un’analisi della comunità cristiana locale. Si tratta di un argomento forse tra i più difficili da affrontare nel campo del sacro, quello a cui fa riferimento anche il titolo. Il silenzio di quel Dio a cui sono state rivolte tutte le preghiere che però non dà segni e non si pronuncia di fronte alle sofferenze del suo popolo. A quel tempo, in Giappone, il Cristianesimo era considerato alla stregua di una setta religiosa. Si andava avanti con messe e battesimi clandestini e immagini sacre nascoste furtivamente.

Martin Scorsese sul set di Silence
Martin Scorsese sul set di Silence

Dopo che i giapponesi riuscirono a liberarsi di tutti i predicatori, la Chiesa sopravvisse per oltre due secoli senza preti, portata avanti solo da contadini e pescatori, dalla gente del popolo. Quello che oggi si può riconoscere come rispetto e una pacifica convivenza tra Buddismo e Cristianesimo allora era inesistente. I cristiani erano violentemente perseguitati e costretti a compiere azioni che rinnegavano la fede nel Dio cristiano. Erano costretti a calpestare le immagini sacre dietro continue minacce, con il risultato che se non lo facevano venivano torturati e se lo facevano venivano rinnegati tanto dalla comunità locale quanto da quella cristiana. Ma la violenza e il male serpeggiavano anche all’interno dei religiosi.

Adam Driver e Andrew Garfield in Silence
Adam Driver e Andrew Garfield in Silence

È proprio Padre Rodrigues, rimasto a Nagasaki, a provarlo sulla propria pelle. Mentre tenta di sopravvivere alle persecuzioni, viene tradito da quello che credeva essere il suo più fedele amico, un moderno Giuda Iscariota le cui parole percorrono tutta la storia e vi danno senso. Il gesto finale – disperato – di Padre Rodrigues è quello di inginocchiarsi e invocare l’aiuto del suo Dio, implorandolo di rompere il suo silenzio di fronte agli orrori che si stavano abbattendo sui cristiani del Giappone. Quella di Ēndo è una ricostruzione storica (nemmeno troppo romanzata) che fa luce su secoli bui del Cristianesimo che molto spesso non si conoscono o non vengono abbastanza ricordati. Forse anche una riflessione su come quelle richieste d’aiuto a Dio, che attraversano la Storia in tutte le sue forme, a volte rimangono disattese.

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