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Da Giuseppe Tornatore a Lenny Kravitz, dai set al design: il lungo percorso di Samuele Mazza

Da Noto a New York, tra Verdone e Ozpetek, cinema e cultura: incontro con l’artista siciliano

Samuele Mazza immerso nel suo barocco siciliano. Foto di Mattia Aquila.

MILANO – Cos’hanno in comune Lenny Kravitz e Giuseppe Tornatore? Nulla, assolutamente nulla. Anzi no, in realtà qualcosa ci sarebbe, anzi qualcuno. Il suo nome? Samuele Mazza, artista e designer siciliano nonché fondatore del celebre brand Visionnaire nel lontano 2001: «Ah, sì, è vero perché conosco Lenny da ancor prima che pubblicasse Let Love Rule, nel 1989. A Firenze vivevo con la sorella e siamo rimasti amici. E con Tornatore invece ci ho lavorato…». Personaggio trasversale, capace di citare tanto Pasolini quanto Tupac («Che conobbi a New York»), Mazza è da sempre legato al mondo del cinema, sia da spettatore che da collaboratore eccellente. «Ricordate il salotto del personaggio di Carlo Verdone in Sotto una buona stella? Lo arredai proprio io».

Un dettaglio del salotto di Sotto una buona stella di Verdone.

Insomma, un set designer piuttosto particolare, ossessionato dalla simmetria e in grado negli anni di passare dal set di Verdone a quello di Ozpetek per Cuore sacro fino all’esperienza con un altro siciliano come Giuseppe Tornatore su La migliore offerta. Per arredare l’abitazione del raffinato battitore d’aste Virgil Oldman, interpretato da Geoffrey Rush, fu consultato proprio lui: «L’idea in quel caso era di creare un ambiente raffinato che, in qualche modo facesse comprendere allo spettatore davanti a che tipo di personaggio si trovava. Non si nota abbastanza, ma molto spesso l’arredamento dice molte cose rispetto al carattere o alle abitudini di una persona. A volte basta un semplice oggetto».

Una scena de La migliore offerta di Giuseppe Tornatore.

Dalla Sicilia a Firenze, da New York a Noto, tra Palma di Montechiaro e Milano, mescolando art deco e barocco, neogotico e modernità, moda e cultura, in costante bilico tra spazi pubblici, residenze, set, hotel e negozi: «Il mio stile? A me piace definirlo barock, una fusione tra barocco e rock, tra tradizione e innovazione. Il cinema? Sempre stato nel DNA, come stile e ispirazione: vedo molti film, recentemente ho amato molto Roma di Cuaron. Ma non solo: sono nato in provincia di Agrigento, in un piccolo paese chiamato Palma di Montechiaro. Spesso non viene citato, ma è la città de Il Gattopardo: Giuseppe Tomasi di Lampedusa nel libro descrive anche diversi luoghi di Palma».   

Come eravamo: Mazza con Lenny Kravitz e Lisa Bonet.

Inetichettabile e indefinibile, Mazza dopo il successo del brand Visionnaire (ora in quota Cavalli) e le esperienze da set designer, adesso sta seguendo un’altra missione, un altro dei suoi viaggi da eterno sognatore: trasformare completamente Noto, piccolo comune in provincia di Siracusa, che sta vivendo una totale renaissance: «Un luogo dove ho cuore e casa e dove si stanno trasferendo molti divi, da Jude Law a Kate Moss. Ma non solo: molti siciliani come me stanno tornando, portando conoscenza e cultura. Credo sia quello che questa terra merita e il mio ritorno, alla fine, lo sento davvero come la chiusura di un cerchio…».  

 

 

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