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Pedro Almodóvar: «Madres Paralelas, le mie donne e il meraviglioso mistero della vita»

La visione politica, il caso, le nuove generazioni: l’autore ispanico ha raccontato la genesi del suo film

Pedro Almodóvar e Madres Paralelas
Pedro Almodóvar e Madres Paralelas

ROMA – “Mi vedo rosso, ma credo sia l’illuminazione…”. Esordisce così Pedro Almodóvar, collegato via Zoom con l’Italia per raccontare alla stampa il suo Madres Paralelas, presentato in Concorso a Venezia 78. Una Mostra fortunata per l’autore spagnolo, in quanto il film – decisamente apprezzato – ha ottenuto il premio alla Miglior Attrice, andato a Penélope Cruz. “Con Penélope abbiamo lavorato per due o tre mesi, provando la sceneggiatura più e più volte”, racconta il regista. Il film racconta di Janis (la Cruz, appunto), quarantenne fotografa, e di Ana (Milena Smit), ragazzina a metà tra due genitori distratti. Sono diverse, ma entrambe stanno per mettere al mondo una figlia. Janis non ha rimpianti, mentre Ana vive la gravidanza con ansia. Ma, quando poi diventano madri, le due vengono travolte da una felicità potente, anche se il regista in questo caso tiene alto lo sguardo sull’imperfezione e soprattutto sugli spettri della storia spagnola segnata dalla guerra civile.

Pedro, per cominciare: che ne pensa di queste figure femminili ormai centrali nella cinematografia contemporanea? Crede sia una moda passeggera?

Non è una moda passeggera, è una tendenza giusta, e con il tempo aumenterà. Ma più che i registi uomini che parlano di donne, l’aspetto interessante è che molte registe donne raccontano le loro storie. Basti pensare chi ha vinto a Venezia e a Cannes. Parlare di donne è qualcosa che va al di là di tutto. Come uomo e come regista posso scrivere il personaggio di una madre, ma dietro una madre c’è un mistero di origine biologica. E la testimonianza può arrivare solo dalle donne. Per fortuna ho avuto a disposizione le più grandi attrici spagnole per raccontarle.

Madres paralelas
Una foto dal set di Madres paralelas

Che ne pensa della scelta di non inserire il suo film in rappresentanza della Spagna agli Oscar?

Non so come avviene il processo in Italia, ma in Spagna c’è un comitato che sceglie il film che va in rappresentanza. Loro hanno scelto un altro film. Che posso dirvi? Certo, mi sarebbe piaciuto avessero scelto me…

Quanto influisce il suo stile sulle storie che scrive?

Credo che lo stile e la forma di narrazione dei miei film abbia un punto di inflessione a partire da Julietta. Da quel momento c’è meno barocco, e più intimità. Vado a fondo nei personaggi, come in Dolor y Gloria.

Milena Smit e Penélope Cruz in Madres Paralelas
Milena Smit e Penélope Cruz in Madres Paralelas

Quello di Pedro Almodóvar sempre stato un cinema politico. Intende proseguire su questa strada?

Sono di sinistra, e preoccupato dalla situazione politica e sociale in Spagna. Non so come inserirò la Spagna nei miei prossimi lungometraggi. I film, anche i primi, sono sempre politici nel modo di porre la vita dei protagonisti. E soprattutto nell’imporre la variazione di genere. Anche questo è un argomento, un tema. Il regista ha un potere forte, impone la propria visione del mondo. Ogni mia donna ha grande autonomia morale, ed è un aspetto politico. Ho due o tre sceneggiature in fase di sviluppo, dove parlerò di attualità ma non di storia spagnola.

In Madre Paralelas il caso è protagonista.

Uso molto il caso come motore drammatico delle mie storie. E qui il caso c’è dall’inizio. Due donne che danno alla luce un figlio. Due donne destinate a ritrovarsi e rivedersi, ma da subito c’era bisogno che instaurassero un rapporto. Come interesse volevo che si ritrovassero in maniera fortuita. La creazione del mondo – si dice – è avvenuta grazie al caso. E il caso influisce molto sulle persone. Per me è un motore che provoca e innesca le storie.

Pedro Almodóvar
Penélope Cruz e Pedro Almodóvar sul set

Abbiamo parlato della Cruz, ma Milena Smit è una rivelazione.

Milena è stata scelta perché è stata di gran lunga la migliore. Rappresenta una ragazza confusa che ha nulla a che vedere con il passato. Lei è nata in questo secolo, con la democrazia. Come Penélope però deve sapere da dove arriva, vuole conoscere la sua posizione. I giovani oggi hanno una vita diversa rispetto alla nostra, le nuove generazioni si stanno poi ponendo la questione di genere in modo molto serio. Molti non si identificano in nessun genere, per esempio. E ancora, i giovani rispetto alla sessualità hanno un accostamento errato, accostandolo alla pornografia. Ed è la peggior assimilazione possibile.

Qui si parla di memoria, di passato, di ricordi. Ma il futuro è sempre presente. Cosa ne pensa?

La verità è che volevo raccontare storie, fin da piccolo. Mi sono comprato una Super8 e ho iniziato a fare cinema. Quello era un formato perfetto per fare i film. Se penso al futuro, beh, non conosco bene i bambini tanto da immaginarmi il loro domani. Però ho due sceneggiature ambientate nel futuro, una tragi-commedia distopica e una che ha come il tema il cambiamento climatico…

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Qui potete vedere il trailer di Madres paralelas di Pedro Almodóvar:

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