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Addio, Peter Fonda | I Beatles, Easy Rider e quella corsa alla libertà

L’attore scompare a 79 anni. Volto di una generazione che non ha mai smesso di correre

ROMA – Semplicemente, la scomparsa di Peter Fonda, è una perdita enorme. L’attore, una delle ultime leggende hollywoodiane, muore a 79 anni, dopo una complicazione dovuta al cancro con cui lottava da diverso tempo, nella sua casa di Los Angeles. Così, in un mondo del cinema che da tutto per scontato, diventato più industria che arte, la morte di Peter Fonda ricorda quanto sia tutto paurosamente in bilico. E la vita di Fonda, senza considerare le due nomination all’Oscar, si è sempre mescolata di cinema e realtà, fin quando a undici anni rischiò la vita per un incidente con un’arma.

Peter Fonda e il suo chopper della Harley Davidson usato in Easy Rider

Una di quelle pistole che avrebbe combattuto tanti anni dopo, quando a metà degli Anni Sessanta, divenne il simbolo di una Hollywood anticonformista. Più oscura, più diretta, più arrabbiata. Tanto che addirittura i Beatles – incontrati a LA nell’agosto del ’65 – citarono una sua frase (a proposito dell’incidente avuto da bambino) in She Said She Said, dell’album Revolver. Altro esempio musicale di controcultura applicata alla storia sociale e artistica. Ma questa è un’altra storia: perché Peter Fonda, tra arresti e scontri sulla Sunset Strip, in nome del movimento hippy, nel 1967, insieme a Dennis Hopper, scrive e interpreta Easy Rider, quel capolavoro che, nonostante abbia appena compiuto cinquant’anni (di fatto, uscì nel 1969), profuma ancora di pace, amore, violenza e inebriante spirito americano.

Easy Rider. Peter Fonda e Dennis Hopper

Da lì, la carriera di Fonda è sempre stata in sella, contro vento alle regole, ai comandamenti, alle buone maniere. Grandi interpretazioni, piccole apparizioni, comparse, ruoli iconici: Fuga da Hollywood, Killer Comando, La Corsa più Pazza d’America, The Rose Garden, Fuga da Los Angeles, L’oro di Ulisse – con cui ricevette la candidatura come Miglior Attore – fino all’ultimo (e inedito) Un Viaggio Stupefacente, accompagnato in sala dal controverso tweet con cui ha accusato il Presidente USA per la politica messa in atto al confine con il Messico. Del resto, il carattere di Fonda lo ha sempre contraddistinto, restando, fin dalla sua corsa fianco a fianco all’amico Dennis Hopper, un attore e, soprattutto, un uomo diretto nella sua purezza. Continuando a rappresentare il volto di una generazione che non ha mai smesso di inseguire la libertà.

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