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Il bambino che non diventò mai uomo | Mary Poppins e la storia triste di Michael Banks

Dal trionfo di Mary Poppins a Matthew Garber, il bambino che non diventò mai un uomo

MILANO – «E chiudi la bocca, Michael, non sei un merluzzo…», gli diceva Julie Andrews cercando di arginare lo stupore di quel bambino davanti al tocco magico di Mary Poppins. Era il 1964, Matthew Garber aveva solo otto anni, scelto dalla Disney per interpretare il ruolo di Michael Banks, fratello minore di Jane, ultimogenito del burbero banchiere George e della suffragetta Winifred dentro un film destinato a diventare un classico. Nato a Londra in una famiglia di attori, Garber in realtà era già entrato nel giro Disney qualche tempo prima grazie a un altro film, Le tre vite della gatta Tomasina, dove aveva conosciuto Karen Dotrice, che sarebbe poi diventata sua sorella Jane in Mary Poppins.

Il piccolo Matthew Garber con Julie Andrews e Dick van Dyke.

E fu proprio il padre di Karen, il grande attore teatrale Roy Dotrice – scomparso solo pochi mesi fa – a segnalare al casting Disney le buffe espressioni del piccolo Matthew che presto diventarono quelle di Michael, ingenuo e dolce bimbo portato sui tetti di Londra dalla sua nuova tata e da uno spazzacamino filosofo. Dopo i cinque Oscar vinti e i 100 milioni di dollari di incasso, Garber fu travolto dal successo di Mary Poppins e a nemmeno dieci anni si ritrovò ad essere una star assoluta. La Disney lo mise sotto contratto per un altro film, La gnomo mobile, nel 1967, ancora a fianco dell’amica Dotrice e diretto ancora dallo stesso regista: Robert Stevenson.

Quando però la sua carriera sembrava in discesa e il conto in banca ormai corposo, Garber decise di allontanarsi dal mondo del cinema e dalla fine degli anni Sessanta in poi non girò più nulla. Il destino lo sorprese a migliaia di chilometri di distanza da quelle strade di Londra che aveva percorso con Julie Andrews e Dick Van Dyke, tra spazzacamini e viaggi dentro i marciapiedi: nel 1977, durante un lungo viaggio in India, contrasse l’epatite. Sembrava un malanno gestibile, ma quando il padre partì per riportarlo in Inghilterra era ormai troppo tardi e Matthew morì il 13 giugno del 1977 in un ospedale ad Hampstead. Aveva solo 21 anni.

Oggi è sepolto al East Finchley Cemetery di Londra, non lontano dai luoghi in cui, per un attimo, Michael Banks era stato felice, inseguendo sogni su un set che sembrava non dover finire mai, all’inseguimento di quella donna con la borsa enorme, la madre che non aveva mai avuto. «E chiudi la bocca, Michael, non sei un merluzzo…».

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