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Io & il cinema | Daniele Luchetti: «Io, tra il mito di Federico Fellini e i film di Miloš Forman»

La rubrica di Hot Corn in cui musicisti, scrittori, attori e registi raccontano i loro film preferiti

Daniele Luchetti in azione sul set.

ROMA – Cominciò come assistente di Nanni Moretti per Bianca, nel 1984, poi, la stessa Sacher targata Nanni gli produsse il primo, delizioso, lungometraggio, Domani accadrà. Da quel momento, per Daniele Luchetti la strada è stata lunga e piena di grandi film. David di Donatello per il miglior debutto, il regista, nel 2010 in concorso a Cannes con uno dei grandi film degli ultimi vent’anni, La nostra vita. In questi giorni Luchetti è al cinema con Momenti di trascurabile felicità, adattamento dei romanzi di Francesco Piccolo con la coppia Pif e Thony. Ma quali sono le pellicole preferite del regista? Ecco come ha risposto alle domande della nostra rubrica.

Pif, Renato Carpentieri e Daniele Luchetti sul set di Momenti di Trascurabile Felicità.

IL FILM PREFERITO «Otto e mezzo di Federico Fellini. È una risposta piuttosto facile devo dire, anche se confesso che da qualche anno a questa parte mi viene da citare anche Scene da un matrimonio di Ingmar Bergman…».

IL PUNTO DI RIFERIMENTO CINEMATOGRAFICO «Ancora Fellini. È una sorta di figura che accompagna ogni studente universitario e per un regista diventa inevitabilmente un modello. È incredibile quanto fosse avanti rispetto ad altri e di come sia irripetibile il suo processo creativo. Ho avuto anche la fortuna di conoscerlo. Oggi, con un occhio distaccato, potrei vederne anche i limiti, ma è innegabile che alcuni dei suoi film siano dei miracoli perfetti».

I REGISTI CONTEMPORANEI CHE TI PIACCIONO «Qui dico invece Jacques Audiard e Susanne Bier. Il loro realismo ha davvero a che fare con l’ambito cinematografico. L’America ha già usato il realismo, ovvio, ma loro lo hanno ripreso e riutilizzato nella messa in scena e nella recitazione. Si tratta di un iperrealismo con strutture di genere, e trovo sia un procedimento davvero interessante».

IL GENERE CHE TI PIACE «Mi piacciono molto gli horror. Credo sia un genere che, come nessun altro, sappia usare il sonoro e i colori in maniera eccezionale, com’è possibile fare in pochissimi altri ambiti del cinema di oggi. Apprezzo molto i film horror contemporanei, da Babadook a It Follows. A volte vorrei scopiazzare a più riprese da questi titoli…».

IL FILM CHE CONSIGLI AI LETTORI DI HOT CORN «Vediamo. Qui consiglio Taking off diretto da Miloš Forman del 1971. Un film di grande libertà, divertentissimo. È il primo film di Forman girato in America e se ne parla troppo poco. Io, invece, lo faccio vedere sempre ai miei studenti».

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