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INTERVISTE I Morena Gentile ci racconta il suo incontro con Pupi Avati

Noi di HotCorn abbiamo intervistato Morena Gentile che, dopo una lunga pausa dalla recitazione dovuta alla maternità, non si è più fermata.

ROMA – Il suo incontro con Pupi Avati avviene in un’accademia, mentre sta riprendendo a recitare dopo una pausa legata alla maternità. Lui insegna, lei osserva. Da subito si crea un rapporto basato sul lavoro, sull’ascolto e su una forte attenzione al dettaglio. Poi una promessa semplice: quando ci sarà il ruolo giusto, la chiamerà. E lo fa. E da allora, Morena Gentile non si è più fermata. Attrice, produttrice, madre, unisce forza e fragilità in un equilibrio che, dentro e fuori la scena, continua a definirla. Una doppia tensione che affiora nei suoi personaggi e nella sua storia personale. Oggi, mentre torna sullo schermo con Nel tepore del ballo, pronta a recitare anche nella nuova serie di Pupi Avati, Morena Gentile si racconta senza filtri, parlando di futuro, rinascite e identità.

Ha lavorato più volte con Pupi Avati, (Dante, L’orto americano e Nel tepore del ballo): cosa crede abbia visto in lei fin dall’inizio per sceglierla più volte?

«Con il maestro è stato un percorso di crescita non solo professionale ma anche personale. Nel tempo abbiamo costruito un dialogo profondo che mi ha permesso di sentirmi più sicura e libera: quando mi affida un personaggio, riesco a esplorarlo con maggiore autenticità.»

Cosa le ha trasmesso?

«È una persona di grande sensibilità. Con lui ho imparato il valore dell’essenzialità: un cinema di sottrazione, fatto di silenzi e sguardi, dove conta ciò che non si dice e dove bisogna imparare a cogliere l’essenza delle cose. Lavorare con lui significa riuscire a capire ciò che desidera vedere in scena.»

In Nel Tepore del ballo interpreta Vanna, una donna usata dall’ex marito per costruire il proprio successo e poi travolta dalle sue vicende giudiziarie. Come ha lavorato su questo personaggio?

«Vanna è l’ex moglie di Gianni Riccio, interpretato da Massimo Ghini, un uomo che ha costruito la sua carriera sfruttando anche le persone che gli stanno accanto. Nel momento più alto della sua carriera viene arrestato e, da lì, la vita di Vanna cambia radicalmente: si ritrova a fare i conti con una realtà che non conosceva e che rischia di farle perdere tutto. Per provare a risalire, lui decide di riavvicinarsi alla prima moglie, interpretata da Isabella Ferrari, per convenienza. Non è stato semplice darle vita, è un personaggio sfaccettato e complesso, ma alcune esperienze personali mi hanno aiutata: certe dinamiche, quando le hai vissute, le riconosci subito.»

Non solo attrice ma anche produttrice. Cosa l’ha spinta a provare questa strada?

«È stato un modo per conquistare libertà: poter scegliere e sviluppare storie in cui credo davvero e che sento necessario portare sullo schermo. Il protagonista, in uscita il 18 maggio, va proprio in questa direzione: parla di identità, di ciò che siamo oltre i ruoli che interpretiamo.»

Madre, attrice e produttrice: come concilia tutto?

«Trovare un equilibrio non è semplice, soprattutto in una società così veloce dove sento il bisogno di rallentare. Per questo amo i film lenti, romantici. Cerco un’armonia possibile tra le varie dimensioni, ma la famiglia resta il mio punto fermo.»

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