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In linea con la tensione | Il Colpevole e quel thriller danese da riscoprire

Il film diretto dall’esordiente Gustav Möller è un concentrato di tensione che non si esaurisce mai

il colpevole

MILANO – Un altro punto messo sapientemente a segno dalla Danimarca nel campo del thriller. The Guilty – Il Colpevole, diretto da Gustav Möller con Jakob Cederigren e Jessica Dinnage, è un concentrato di tensione che aumenta minuto dopo minuto e non si esaurisce mai. La trama è esile: un poliziotto, Asger Holm, lavora al centralino del pronto intervento e riceve una chiamata da una donna che sostiene di essere stata rapita. Costruito riprendendo le premesse di Locke di Steven Knight, Il Colpevole è un film a location unica. Due stanze e un corridoio, nient’altro. Ma il risultato di questa produzione a basso budget è elevatissimo.

il colpevole
Una scena de Il Colpevole

In una corsa contro il tempo per aiutare la donna, Asger è confinato nella stazione di polizia e la sua unica arma per aiutarla è il telefono con cui comunicano, la parola che diventa il punto centrale dell’intera storia. Poco a poco, si mettono a nudo le coscienze dei due protagonisti, inserendosi nella tradizione di una parte del cinema dell’Europa del nord che ama distruggere le barriere erette intorno all’interiorità dei personaggi fino a rivelarne la vera natura. Möller non lascia niente al caso, con regia e sceneggiatura che vanno di pari passo in tempo reale e un solo stacco di ambiente. Quando finisce il suo turno di lavoro, Asger si sposta in un’altra stanza del commissariato per continuare a parlare con la donna, e da lì la piega degli eventi si riduce a una rovinosa e disperata discesa.

Un’immagine del film

Mentre i due parlano e si conoscono, l’insofferenza di Asger per il suo lavoro cede il posto a uno slancio di coraggio per tentare di salvarla, nonostante accanto a tutte le sue buone intenzioni si annidano i demoni del passato. Ma la macchina del thriller è stritolante e non lascia scampo.
Un’incredibile performance di Cederigren, che porta sulle spalle tutto lo svolgimento. Sobrio ed essenziale ma di forte intensità, Il colpevole sa giocare con le emozioni e i sentimenti dove sarebbe stato molto facile cadere nella noia. E invece un’ora e mezza di un uomo che parla al telefono riesce a creare un senso di stress e panico come pochi prima di lui. La tensione c’è – è tangibile –, così come il pericolo. Ma mentre di solito è quello che vediamo sullo schermo a causare terrore, Möller lo fa senza in realtà mostrare mai nulla.

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Jakob Cederigren

Facendo quindi leva sull’immaginazione di chi guarda, quel potere che attanaglia la mente ed è più reale di qualsiasi cosa possa essere rivelata. Però vale anche la pena ricordare che è ispirato ad una storia vera, o meglio, alla registrazione di una telefonata fatta da una donna al 911 trovata dal regista su YouTube. Il colpevole è un’esperienza unica. Scardina quelle certezze che normalmente accompagnano la visione di un film per farne veramente un’opera che toglie il fiato. Siamo partecipi dei sentimenti agitati di Asger, ci spaventiamo quando iniziamo a capire che i suoi sforzi per aiutare la donna gli si stanno ritorcendo contro e che, a volte, anche le migliori intenzioni possono portare a risultati disastrosi.

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