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HOT CORN Guide | Adriano Celentano al cinema: 6 film da riscoprire su CHILI

Da Rugantino a Qua la Mano: sei titoli con il Molleggiato da (ri)vedere consigliati da Hot Corn

Sbruffone e irresistibile, selvaggio e affascinante, bullo di borgata e prete ballerino. Adriano Celentano e il cinema, una storia d’amore lunga più di trent’anni, fin da quando Luci Fulci lo volle, riprendendo una sua celebre canzone, ne I Ragazzi del juke-box, dove il Molleggiato, in una sorta videoclip d’avanguardia, recitava al fianco di una leggenda come Fred Buscaglione. Poi, anno dopo anno, successo dopo successo, Celentano prese parte ad innumerevoli titoli di enorme successo, nel pieno di una celentanomania magnetica e travolgente. Tanto che anche Federico Fellini lo volle, per un cameo scritto appositamente per lui, ne La Dolce Vita. Rock ‘n’ Roll e cinema dunque, oggi da ballare, riascoltare e rivedere in sei titoli cult da riscoprire su CHILI. Magari da rivedere prima del suo Adrian – La Serie, un po’ show live un po’ graphic novel disegnata dal Maestro Milo Manara. Ennesima sfida (già vinta) del Ragazzo della Via Gluck.

Celentano versione Milo Manara.

RUGANTINO (1973)

Pasquale Festa Campanile (probabilmente, tra i cineasti italiani più bistrattati) e la sfida quasi impossibile di rendere un milanese doc “romano de Roma”. Siamo ne l 1973 e, il Molleggiato, nel pieno della sua contro-carriera d’attore, diventa il manifesto dell’omonimo musical di Garinei e Giovannini. Il Rugantino di Celentano – sporco, chiacchierone e colorato – canta, balla e recita con cadenza romanaccia, affiancato da un cast variegato, di noti attori e indimenticabili caratteristi: da Claudia Mori a Sergio Todano e Paolo Stoppa, da Riccardo Garrone a Pippo Franco, fino ad Alvaro Vitali e Renzo Palmer. E, le inflessioni milanesi di Celentano, passano in secondo piano dietro movenze e fisicità che lasciano sbalorditi. Da perfetto “bullo de Trastevere, svelto co’ le parole e cor coltello”.

Dove vederlo: Rugantino

Il Rugantino.

BIANCO ROSSO E… (1972)

Alberto Lattuada, altro regista dimenticato del cinema italiano. Celebrato per Anna, con Silvana Mangano e Vittorio Gassman, il regista lombardo è stato uno dei più grandi sperimentatori e avanguardisti, con spregiudicatezza e coraggio. Così, dopo aver reso proprio la Mangano una giovane suora, mette il velo a Sophia Loren, affiancandogli in Bianco Rosso E… il ”comunista” Adriano Celentano, per quella che resta una coppia cinematografica, ancora oggi, bizzarra e magnetica. E quel finale straziante, con un amore ideologico e fisico impossibile, resta memorabile.

Dove vederlo: Bianco Rosso e…

Sul set di Bianco, Rosso e…

ER PIÙ: STORIA D’AMORE E DI COLTELLO (1971)

Già il titolo – del resto, a dirigere c’è Sergio Corbucci – rievoca un certo spirito vendange, quando un bullo era un bullo (pure con un certo filo poetico) e una donzella era una donzella. Tutto più bello? Magari no, ma sicuramente tutto molto più semplice, come era il cinema di una volta. Niente artifici ma solo sostanza e, quindi, quale faccia migliore di quella di Celentano per dare vita a Romeo Ottaviani – nel film ribattezzato Nino Patroni –, famoso bullo trasteverino, chiamato Er Più? La storia, tra cappa e spada, tra western e stornello, rievoca alla memoria un tempo in cui Roma, cattiva e infame, aveva ancora quell’aurea romantica e sbruffona.

Dove vederlo: Er Più – Storia d’Amore e di Coltello

er più
Celentano e Claudia Mori, ne Er Più.

LE CINQUE GIORNATE (1973)

Per l’unico film non horror della sua carriera, Dario Argento ha voluto Adriano Celentano nel ruolo di Cainazzo, protagonista de Le Cinque Giornate. Come il titolo richiama, la pellicola è ispirata alle Cinque Giornate di Milano, preludio per quello che sarà la Prima Guerra di Indipendenza Italiana. Il film, con il Ragazzo delle via Gluck nel ruolo del furfante Cainazzo e con Enzo Cerusico in quello del panettiere Romolo, è un po’ dramma storico e un po’ satira. Tra le opere meno citate di Argento, nonostante un abbondante miliardo incassato al botteghino, all’epoca cifra decisamente importante.

Dove vederlo: Le Cinque Giornate

Una scena de Le Cinque Giornate.

QUA LA MANO (1980)

Che mix di successo, Qua la Mano. A produrlo, Luigi e Aurelio De Laurentiis, Enrico Oldoini alla sceneggiatura (tra i capostipiti dell’era cinepanettoriale) e, ancora, Pasquale Festa Campanile a dirigere. Film a episodi, Qua la Mano, il primo con Enrico Montesano – Stai così col Papa – il secondo con Celentano – Il Prete Ballerino – nel ruolo di don Fulgenzio, col vizio dello scherzo e del ballo. Nel cast, anche Philippe Leroy versione Papa. Il risultato? Ben dieci miliardi di lire incassati, primo film italiano a raggiungere tale cifra, superando titoli come Alien e Rocky II.

Dove vederlo: Qua la Mano

Qua la Mano, con Lilli Carati.

L’EMIGRANTE (1973)

Soggetto di Sabatino Ciuffi, assieme a Castellano e Pipolo, oltre che di Campanile, qui alla prima delle tante collaborazioni con Celentano. Niente Roma, ‘sta volta, ma Napoli, con Peppino alias Celentano che, divenuto grande, parte per l’America alla ricerca di suo papà emigrato tanti anni prima. Durante il viaggio, conosce Rosina (Claudia Mori), attesa negli USA dal boss Toni, interpretato da Lino Toffolo. Commedia tra le più divertenti di Celentano, anche con un pizzico di action.

Dove vederlo: L’Emigrante

Claudia Mori e Adriano Celentano ne L’Emigrante.

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