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GOOD BOY | Intervista a Stephen Graham e Anson Boon alla Festa del Cinema di Roma

Presentato nella sezione Progressive Cinema, il nuovo film di Jan Komasa è un thriller psicologico teso e inquieto che riflette sul confine tra amore, controllo e libertà. Noi di Hot Corn abbiamo incontrato i protagonisti Stephen Graham e Anson Boon.

ROMA – Un esperimento sociale travestito da storia d’amore. Good Boy, il nuovo film del regista polacco Jan Komasa (Corpus Christi, The Hater), arriva alla Festa del Cinema di Roma 2025 nella sezione Progressive Cinema, portando con sé una delle domande più disturbanti di sempre: cosa succede quando l’amore diventa controllo?

Protagonisti del film sono Stephen Graham e Anson Boon, nei panni di una coppia di opposti intrappolata in un gioco di potere psicologico. Tommy, diciannove anni, cresce nella violenza e nella rabbia fino a quando, dopo una notte di eccessi, si risveglia incatenato nel seminterrato di una casa isolata. A tenerlo prigioniero è un uomo benestante che dice di volerlo “rieducare”, ma dietro il linguaggio della cura si nasconde una volontà di dominio.

In un incontro denso e riflessivo, Graham e Boon ci hanno raccontato il lavoro sul set, la complessità emotiva dei loro personaggi e la forza visionaria di Komasa, che firma qui il suo primo film in lingua inglese. Con atmosfere claustrofobiche e una tensione crescente, Good Boy diventa una parabola sui limiti della libertà e sulla fragilità del confine tra cura e coercizione. Un film che, come spesso accade nel cinema di Komasa, ci mette davanti allo specchio e ci chiede: fino a che punto siamo disposti a lasciarci cambiare per sentirci accettati?

  • VIDEO | Guarda qui la nostra intervista a Stephen Graham e Anson Boon:

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