VENEZIA – Dopo aver portato al Sundance GEN_, unico titolo italiano in Concorso, Gianluca Matarrese torna per la quarta volta alla Mostra con Il Quieto Vivere, presentato come Evento Speciale Fuori Concorso alle Giornate degli Autori. Un ritorno che conferma il percorso di un autore capace di muoversi tra linguaggi e formati, sempre con uno sguardo personale e incisivo.
Il film affonda le radici in una storia vera, appartenente alla stessa famiglia del regista. Ambientato in un borgo calabrese dove il rancore scandisce il quotidiano e il conflitto sembra rituale, Il Quieto Vivere racconta la guerra domestica tra due cognate, Luisa e Imma. Una battaglia che si consuma tra pranzi e litigi, trasformando ogni gesto in una scena e ogni discussione in una performance.
Matarrese mette in campo un linguaggio ibrido, che unisce documentario, teatro e finzione, per restituire un universo chiuso e iper-reale. Il risultato è un racconto che oscilla tra ironia e crudeltà, capace di mostrare l’anticamera del crimine: quel momento sospeso in cui la tragedia può ancora essere evitata, forse grazie alla forza del cinema stesso.
Nell’intervista rilasciata a Hot Corn, il regista ha ripercorso il percorso che lo ha condotto a questa nuova opera e ha anticipato anche i suoi progetti futuri, confermando una traiettoria sempre più internazionale e coraggiosa.
- VIDEO | Guarda qui l’intervista completa a Gianluca Matarrese:
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